Pages

domenica 13 ottobre 2019

Documento Unico di Programma 2020/2022.

Pubblichiamo ampi stralci dell'intervento del nostro capogruppo Giordano Marchetti, nel consiglio comunale del 9 ottobre, in merito al Documento Unico di Programma 2020/2022.
 Buona lettura...

Una città si basa su una molteplicità di funzioni, servizi, opere e il DUP (Documento unico di programmazione) è il documento di programmazione che li raccoglie tutti.
Dunque la discussione nel merito del Documento di programmazione serve proprio a esprimere il giudizio politico riguardante la manovra economica e pianificatoria ipotizzata dalla Amministrazione sulla base della quantità e modalità di reperimento delle risorse, sulla base della quantità e modalità di spesa delle risorse disponibili.
Ho ascoltato i Consiglieri di opposizione, e seppur nel loro ruolo c’è sicuramente quello della critica all’Amministrazione, gli interventi fatti sono parsi più dichiarazioni da processo alle intenzioni che di sostanza. Ho sentito parlare più del futuro PGT, che al momento non c’è, che non si sa quando ci sarà perché così si vuol nascondere scenari urbanistici tesi a stravolgere la città. Ho sentito parlare di opere che, pur senza conoscere i progetti, non vanno bene.
Ricordo ai colleghi che la pianificazione contenuta nel DUP, anche se non è stato fatto il nuovo PGT, è basata su uno strumento urbanistico tuttora in vigore.
Fatto questo doveroso inciso, con l’intervento di stasera cercherò di stare con i piedi ben piantati per terra, ponendo l’attenzione su qualche specifico e qualificante punto contenuto nel documento di programmazione, evidenziandone laddove presenti le positività, i suggerimenti per meglio attuare ciò che ci si propone di fare ma anche mettendo in luce alcune criticità che a mio modesto parere ci sono e sulle quali vale la pena che il Sindaco faccia una ponderata riflessione.
Entrate correnti
Per tutto il triennio ho visto che verranno positivamente mantenute inalterate, come già avvenuto nel recente passato, le aliquote riguardanti la TASI, l’IMU e l’Addizionale IRPEF, con la soglia di esenzione a 15.000 € il che significa non far pagare questo tributo a circa 6700 contribuenti rinunciando consapevolmente ad un introito per le casse comunali di oltre 350.000€. Queste scelte sono significative perché rappresentano ancora una volta l’attenzione che questa Amministrazione ha nei confronti dei suoi cittadini ed in particolare delle fasce più deboli. Quello che chiedo è l’impegno che tali scelte vengano comunque mantenute anche se il Governo non dovesse, per una qualsiasi ragione, riuscire a sterilizzare con la propria manovra di bilancio, in tutto o in parte, il previsto aumento dell’IVA che per il ns. Comune significherebbe, se completo, un aggravio stimabile in circa 300.000 € .
Imposta di Soggiorno
Sul fronte delle entrate correnti prendo atto della volontà di introdurre, se ho ben capito, sperimentalmente l’Imposta di Soggiorno con l’obiettivo di introitare per l’anno prossimo risorse per circa 100.000€/anno. La motivazione di ciò risiederebbe nella necessità di contribuire al parziale reperimento di quei 300.000€ che l’Amministrazione avrebbe deciso di mettere in gioco per finanziare eventi straordinari legati a “2020 Cernusco Città dello Sport”. Prima di procedere in tal senso, considerata l’entità abbastanza contenuta della risorsa in gioco, chiedo se sia stata valutata dall’Amministrazione l’ipotesi, per coprire questa spesa, di attingere direttamente dagli avanzi di bilancio che sommano, ormai ogni anno, diverse centinaia di migliaia di euro e che anche il 2020 credo non sfuggirà a questo trend. Solo dopo l’esito di questa verifica, e qualora da questa verifica non dovesse manifestarsi quella necessaria disponibilità economica, allora comprenderei la decisione di introdurre questa specifica Imposta. Se questa dovrà allora essere la strada da percorrere non possiamo però non dirci che, pur trattandosi di una tassa che non colpirà direttamente i cittadini di Cernusco perché racchiusa in ambiti ben definiti (hotel B&B e similari), ciò determinerà inevitabilmente un aggravio burocratico per gli operatori del settore perchè diventeranno di fatto gli esattori per conto del Comune. Di questa, chiamiamola “obbligata collaborazione”, se vogliamo che sia proficua per il Comune credo che bisognerà in qualche modo tenerne conto quando si metterà mano al regolamento applicativo attraverso la definizione di un qualcosa che sia riconducibile a una sorta di “riconoscimento premiale” per gli operatori del settore. Se sarà così, e quindi vuol dire che si sarà fatta una scelta precisa e che saremo arrivati al termine di un percorso complesso, ritengo che allora che l’introduzione di questa Imposta non possa essere più né sperimentale né temporanea ma andrebbe stabilizzata negli anni a venire vincolando quei proventi per eventi culturali e promozionali della città anche in collaborazione con le associazioni e i commercianti della città.
Scuola
Ho visto che abbiamo un’ottima disponibilità di spesa annuale (circa 2.800.000€) a contrarre nuovi mutui per finanziare opere pubbliche. Nel Dup, al momento, l’unica opera che vedo finanziabile con un mutuo di 4.500.000 per l’anno 2021 è la realizzazione della scuola media a completamento del nuovo polo scolastico. Questo significa per il Comune un costo per il rimborso del prestito (interessi e quota capitale) di circa 260.000€/anno, per la durata di 20 anni, e che questo impatterà tutto sulla spesa corrente laddove, come sappiamo, è sempre difficile far quadrare i conti senza dover penalizzare i servizi. Come si può capire è una cifra importante, da non sottovalutare, per cui prima di dare il via libera a un’opera del genere, che non nego negli anni scorsi io e un po’ tutti credo abbiamo sostenuto, ritengo sia necessario sapere, anche alla luce di quello che sarà il nuovo PGT, quale è e quale sarà nel prossimo futuro lo sviluppo abitativo della città e, conseguentemente, il fabbisogno dell’utenza scolastica. Senza questi dati proiettati sul medio e lungo periodo la decisione di oggi appare più una scommessa - abbiamo detto che andava fatta e allora dobbiamo farla - piuttosto che una scelta attentamente vagliata. Va da sé invece che qualora dall’analisi dei dati dovesse risultare necessaria questa struttura è evidente che ne sosterrò, senza se e senza ma, la sua realizzazione.
Investimenti sui beni demaniali e patrimoniali
Riguardo alle spese per investimenti sui beni demaniali e patrimoniali finanziate con le entrate annuali le cifre allocate sono rilevanti (15,4 milioni nel 2019, 10,3 milioni nel 2020, 9,3 milioni nel 2021 e 3,4 milioni nel 2022 per complessivi 38 milioni). Non so quanti comuni della ns. dimensione possono vantare simili disponibilità economiche. Queste risorse ci consentiranno di indirizzare importanti interventi di manutenzione e di riqualificazione delle strade, marciapiedi e piazze cittadine (in primis il rifacimento di via don Sturzo e piazza Matteotti), la riqualificazione del centro sportivo di via Buonarroti con lo sviluppo di nuove strutture a beneficio del rugby, la riqualificazione degli impianti del tennis, e poi interventi puntuali sul verde pubblico, il patrimonio edilizio pubblico residenziale e non, e gli edifici scolastici, in particolare la scuola di via Manzoni dove dovrebbe finalmente partire, dopo la stagione degli annunci, lo spostamento della mensa dallo scantinato dell’edificio al piano terra e la realizzazione di nuovi laboratori.
Aree verdi ad imprenditori agricoli locali
Un altro tema che voglio evidenziare perché mi sta particolarmente a cuore riguarda l’assegnazione in locazione delle aree verdi, acquisite a patrimonio pubblico a seguito di convenzioni urbanistiche, ad imprenditori agricoli locali per le loro attività colturali ma che consentono contestualmente di sgravare il Comune dagli impegni manutentivi di dette aree che ammontano ormai a oltre 781000 mq. Molto bene quindi la volontà di proseguire su questa strada che rappresenta un modello di conservazione e utilizzo del suolo che credo abbia pochi uguali addirittura a livello nazionale. L’appunto che mi permetto di suggerire è che questo modello dovrebbe essere portato come esempio di buone pratiche esportandolo e pubblicizzandolo al meglio a partire dai vari consessi sovracomunali di carattere politico e non.
Sicurezza 
Sul fronte della sicurezza ho letto, come del resto negli anni passati, l’impegno della polizia locale a migliorare gli standard di sicurezza a 360 gradi: dal controllo della circolazione stradale alla sicurezza negli eventi pubblici, dai presidi nei parchi e del centro storico al furto negli appartamenti, dal controllo nei cantieri edili al decoro urbano e così via. Ho già avuto modo di sottolinearlo in altre occasioni in Consiglio Comunale e cioè se a questo impegno dichiarato non si affiancano dati che in qualche modo possano mostrare, da un anno con l’altro, quali sono stati i miglioramenti ottenuti e in quali ambiti, ovvero quali sono state e dove sono le criticità, si rischia di avere ogni anno nel DUP solo uno scritto, fine a se stesso, che non consente a noi, cioè alla politica, di capire se c’è bisogno di intraprendere ulteriori azioni e se c’è la necessità magari investire di più, dove e come per il conseguimento di quelli che saranno ritenuti gli obiettivi prioritari. E’ un modo anche per la politica di confrontarsi, su basi certe e non sul percepito, con le sollecitazioni, per non dire lamentele, che giungono dai nostri cittadini.
Attività culturali
Sulle attività culturali vedo con piacere che l’obiettivo del triennio è di caratterizzare sempre più il Comune di Cernusco come polo culturale, stabile e riconosciuto, in Martesana. Ma non solo, c’è la volontà di incrementare la promozione turistica della ns. città per valorizzare al meglio i suoi beni. Se questo vuole essere un obiettivo importante dell’Amministrazione, come ritengo debba essere, e che ovviamente condivido in pieno, con la stesura del bilancio mi aspetto, di conseguenza, l’appostamento di adeguate risorse. Questo per dire in maniera esplicita che le spese promozionali della città non possono essere riservate esclusivamente agli eventi sportivi o ad essi connessi.
Politiche sociali
Sul capitolo delle politiche sociali vedo una quantità e varietà di progetti in sinergia con i comuni del distretto 4 che spaziano dalla attività di sostegno all’infanzia alle politiche per gli anziani, dagli interventi per soggetti a rischio di esclusione sociale alle politiche mirate per le persone con disabilità, dall’housing sociale alle politiche di affido, dall’accoglienza profughi alle politiche per i migranti, il tutto attuato con impegni di spesa consistenti che denotano l’attenzione particolare che l’amministrazione riversa su questo delicato settore. E di tutto ciò non posso che rallegrarmene ed esserne compiaciuto.
Comunicazione
Però anche qui sig. Sindaco voglio mettere in evidenza quanto già detto in passato. Di fronte ad una mole tanto consistente di servizi ben pianificati, progettati e attuati nonché alla quantità delle risorse messe in gioco i cittadini sanno poco o nulla. Così non può andare bene. Mi spiace ma in città manca la percezione di quanto viene fatto. Pertanto l’invito che Le faccio è quello di trovare i modi e gli strumenti più efficaci per comunicare e pubblicizzare tutto ciò alla città, partendo magari da quello che ritengo meno impegnativo ma tradizionalmente più riconosciuto ed efficace, almeno finora, dalla stragrande maggioranza dei cittadini, cioè l’informatore comunale. Certo che se però prevale la scelta di farlo uscire una volta all'anno, a metà luglio (come successo quest’anno), in pieno clima feriale, per di più distribuito non nella cassetta della posta ma in quella deputata alla pubblicità dei volantini dei supermercati, beh allora, oltre a buttare via i soldi, ne deduco che si sta facendo di tutto per annullare la sua ragion d’essere.

venerdì 28 giugno 2019

Facilitazione linguistica e Mediazione culturale: interrogazione di Vivere Cernusco

INTEGRAZIONE ALL’INTERROGAZIONE

Oggetto: Facilitazione linguistica e Mediazione culturale

PREMESSO che

  • Ci vediamo costretti a modificare il testo dell’interrogazione in questione a poche ore dal consiglio comunale odierno, perché contattati dal Presidente del Consiglio in quanto è stato presentato un esposto al Prefetto circa il contenuto riportato. 
  • Pur senza aver alcun riscontro scritto di tale esposto, per il rispetto che da sempre ci contraddistingue verso le Istituzioni, procediamo alla modifica seguente. 
  •  Le questioni valoriali e politiche suscitano sempre sentimenti contrastanti ma necessitano di una presa di posizione chiara e netta, che da parte nostra c’è ed è chiaramente a favore dell’integrazione culturale e a sfavore di razzismi spiccioli di tale tipo. 
  • Sabato 18 maggio, su volere di un’esponente della lega è apparso sul giornale La Gazzetta della Martesana l’articolo ”Lezioni di arabo alle elementari”, ben evidenziato anche dalle locandine in tutte le edicole della città. 
  • Nei giorni seguenti il medesimo esponente della lega ha voluto estendere la notorietà dell’accaduto anche a livello di stampa nazionale e di social network ancor prima di avere delle risposte tecniche dagli uffici preposti alimentando un clima immotivato di paura verso il diverso. 
  • A nostro parere gli articoli contengono inesattezze oltre che affermazioni tendenziose e offensive della dignità professionale dei docenti e della dirigenza dell’Istituto Levi Montalcini. 
  • Riteniamo non sia nostro compito né di consiglieri comunali né di politici interferire con le scelte didattiche di un Istituto scolastico, ma che invece sia nostro compito riportare in questa sede il dialogo politico e tecnico sulla questione, prima che sui giornali, al fine di evitare falsi allarmismi inutili.

CONSIDERATO che

  • Nel novero delle possibili attività che le scuole hanno a loro favore per ampliare la proposta didattica, ci sono numerosi progetti e laboratori, e che alcuni di questi sono inseriti nel piano del diritto allo studio, altri si introducono durante il corso d’anno su singola necessità o su singola proposta delle agenzie del territorio; che altre, come la facilitazione linguistica e la mediazione culturale in questione sono regolate nientemeno che dal Piano di zona che,ricordiamo, è lo strumento di progettazione dei servizi sociali distrettuale redatto e concordato dall’assemblea dei Sindaci dei Comuni che ve ne fanno parte e dalle realtà del Terzo settore territoriali coinvolte.
  • Tale strumento di programmazione è normato dalla legge 328/2000 e che quindi si è solamente utilizzato un valido strumento a disposizione della scuola e della comunità,finanziato con soldi pubblici
  • I laboratori in questione rientrano nel piano di diritto allo studio che questo stesso consiglio ha approvato ad ottobre 2018.


PRESO ATTO che

  • Le insegnanti hanno quindi a loro disposizione un pacchetto, esiguo, di ore per la facilitazione linguistica e un altro pacchetto di ore di mediazione linguistico-culturale, anch’esso esiguo.
  • Spetta all’insegnante quindi decidere di farne richiesta, sicuramente con una decisione meditata e condivisa dal corpo docente.
  • Entrambi i servizi sopra citati devono essere richiesti al Piano di zona che stanzia le ore tra le scuole dei diversi paesi in base alla popolazione e che delega alla cooperativa incaricata la realizzazione dei due tipi di laboratorio.


LA INTERROGO AL FINE DI SAPERE

Se il laboratorio di mediazione linguistico culturale in questione è lecito e se è in linea con il Piano di Diritto allo studio già votato in essere e con quanto la nostra Amministrazione, le nostre scuole, il Terzo Settore e la comunità tutta, stanno facendo per favorire con tutti gli strumenti a disposizione l’inclusione e l’integrazione, ovvero il benessere di tutti i bambini e i ragazzi che frequentano le nostre scuole e delle loro famiglie; benessere ed integrazione quantomai oggi necessari per evitare proprio che questioni tendenziose e mistificatorie della realtà come questa trovino spazio e consensi.

La ringrazio e rimango in attesa di una sua risposta.

Chiara Beniamino (VIVERE Cernusco)

La risposta del sindaco Ermanno Zacchetti



venerdì 7 giugno 2019

Cernusco: VERSO IL NUOVO PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO

VERSO IL NUOVO PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO
GARANTIRE SVILUPPO E SERVIZI PER LA CITTÀ TUTELANDOL'AMBIENTE

“Questa amministrazione ha costruito case, a noi il compito di costruire una comunità.Sarà necessario tornare a una pianificazione condivisa del territorio, prestando attenzione all’interesse collettvo, alla qualità della vita, alla salute dei cittadini”. 

Sulla base di queste dichiarazioni, nel 2007, la coalizione di centrosinistra guidata dal candidato Sindaco Eugenio Comincini conseguiva un risultato storico, vincendo le elezioni comunali a Cernusco. Ci impegnammo quindi alla definizione di un PGT (Piano di Governo del Territorio) che tenesse fede a quell'impegno. Pur nell'impossibilità di azzerare una serie di diritti acquisiti,si trovò comunque il modo di ridurre notevolmente l'impatto edificatorio residuo che sarebbe derivato dal vigente Piano Regolatore. Il nuovo PGT stabilì infatti che gli interventi edilizi ammessi fossero solo di completamento e riqualificazione urbanistica, e in quantità pari a solo il 60% di quanto complessivamente prevedeva il Piano Regolatore per le funzioni residenziali. Un esempio? Sulla via Vespucci, dove in questi mesi i cittadini hanno visto l'edificazione di alcune palazzine, il Piano Regolatore prevedeva edifici per complessivi 70 mila metri cubi,oltretutto a ridosso della strada e con la possibilità di recuperare ulteriore volumetria con i sottotetti.

Con il nuovo PGT la volumetria è stata ridotta a 45 mila metri cubi, senza possibilità di recupero sottotetti e si è inoltre imposta una fascia di mitigazione ambientale, verde e alberata, di 50 metri dalla strada.Sempre con il PGT vigente si è imposto per ogni intervento edificatorio la cessione al Comune di aree verdi da destinare a parco o al rafforzamento della naturalità, è stata ampliata in modo significativo l'area tutelata del PLIS (Parco Locale Sovracomunale) delle Cave, portando la sua superficie nel territorio di Cernusco da 750 mila mq a oltre 3 milioni di mq, sono state valorizzate le aree agricole e l’attività agricola, anche attraverso la messa a disposizione degli operatori del settore di oltre 600.000 mq aree verdi di proprietà comunale, privilegiando l'imprenditorialità giovanile in questo settore.

Non solo: in questi anni la nostra città ha visto ampliata la quantità e qualità delle strutture pubbliche a servizio dei cittadini. Pensiamo alla realizzazione di nuove strutture educative,sociali e sportive (nuovo Polo scolastico, Centro Diurno Disabili, Nuovo centro natatorio...),ma anche al recupero e riqualificazione di spazi aggregativi importanti come la Filanda e il Parco Trabattoni.

Vivere Cernusco ha creduto e continua a credere fortemente nell'impegno preso in quel 2007 e questo è il momento di mantenere ancora fede a quell'impegno. La nostra amministrazione, allo scadere dei 10 anni dall'elaborazione del PGT vigente, ha infatti iniziato il lavoro di definizione del nuovo Piano di Governo del Territorio.

Il nuovo PGT è per noi di VIVERE lo strumento fondamentale grazie al quale abbiamo l’opportunità di continuare a perseguire una pianificazione urbanistica attenta agli aspetti che più ci stanno a cuore: la qualità della vita dei cittadini (che implica la necessità di porre un forte limite all’incremento demografico nei prossimi 10 anni per poter garantire l'attuale qualità e quantità dei servizi), la sostenibilità ambientale (pensiamo al completamento del parco storico monumentale del Martesana fino a Ronco, ma anche al potenziamento della mobilità dolce e delle aree per il benessere e lo sport) e, soprattutto, la salvaguardia delle aree verdi (consumo di suolo zero).

Questi sono i cardini del nostro impegno più che trentennale per Cernusco, questi i riferimenti che dovranno guidarci, in piena condivisione con l'intera maggioranza, alla definizione di ciò che rappresenterà lo scenario futuro per uno sviluppo armonico e sostenibile della nostra città. VIVERE CERNUSCO

giovedì 25 aprile 2019

In ricordo di Angelo: Nel mare ci sono i coccodrilli

Cara amica/o c’è chi parte per amore, per lavoro, per turismo e poi ci sono quelli che partono per inseguire la vita.
Una sola sedia in scena basta per raccontare il travaglio e il peregrinare di un bambino, costretto a barattare la propria innocenza in cambio della sopravvivenza, senza però mai vendere la propria onestà. Nel viaggio diventa un uomo portando sempre in tasca le parole di suo padre e le promesse fatte a sua madre.

NEL MARE CI SONO I COCCODRILLI non è solo uno spettacolo ma un incontro, una stretta di mano tra noi e la nostra umanità. Durata dello spettacolo: 1 ora e 20 minuti circa. Durata del ricordo: tutta la vita. Ogni volta che guarderete il mare.

La serata e' a ricordo di Angelo Spinelli e a sostegno dell'ospedale di Tanguietà (Benin), per l'acquisto di un mammografo per fare prevenzione sulle tante giovani donne africane e dove, da 38 anni, opera FRA FIORENZO PRIULI medico-chirurgo italiano.

Ti aspetto....e passaparola

gli amici di VIVERE Cernusco


mercoledì 6 febbraio 2019

Project financing - Intervento di Gianni Cervellera

Il progetto che stiamo valutando sia per le caratteristiche tecniche, sia per le modalità di presentazione e gestione pone alcune questioni sulle quali ritengo e riteniamo utile, come lista civica, soffermarsi anche se solo con qualche suggestione.
La politica e l’amministrazione sono soprattutto il luogo della responsabilità pubblica che chiama in causa la competenza specifica e gli obblighi etici che ne derivano. Nel rapporto pubblico-privato così come si configura nel project financing al pubblico spetta il compito di tutela dell’interesse, appunto, pubblico e al privato la tutela dell’interesse privato.
Lapalissiano.
Uno scambio di ruoli sarebbe poco elegante se non addirittura deleterio. Lo dico perché ho l’impressione che in alcuni tratti siano arrivati dal privato, e non solo dal proponente, all’amministrazione e al consiglio, appelli alla responsabilità nei confronti della città. Credo sia consapevolezza della giunta e del consiglio di quali siano i rispettivi compiti.
Questo non è un regalo alla città, si tratta di un vero e proprio progetto economico finanziario, di un’impresa fatta su una proprietà pubblica, non c’è bisogno di presentarlo quasi come un atto filantropico. Lo stesso investimento è fatto sulla garanzia certa dell’amministrazione di un comune virtuoso.
Il proponente (e il vincitore della gara) ha tutto il diritto e anzi direi il dovere di guadagnare il massimo possibile. Sarebbe grave se non lo facesse, col rischio di far sospettare fini reconditi. Però qui dobbiamo tutelare al massimo non solo il bene, bensì l’interesse pubblico. E il tempo speso nell’accertamento e nella verifica non è tempo perso, ma è ciò che garantisce non solo il rispetto delle regole ma anche il rispetto dell’intelligenza delle persone. Siamo di fronte ad un progetto che propone un miglioramento delle strutture.
E vorrei vedere se qualcuno ha il coraggio di presentare un progetto di peggioramento!
Il punto sta nel discernere se è la strada migliore, se non ve ne sono altre percorribili, se il tutto è fatto nell’interesse della proprietà pubblica. Qui i tecnici hanno fatto un grosso lavoro di verifica (e per questo li ringrazio enormemente) e hanno espresso alla fine il loro parere favorevole, peccato non si possa chiedere loro una valutazione anche politica, che sarebbe supportata da quella competenza dettagliata che forse alcuni di noi non hanno.
Quindi il richiamo autentico è alla nostra responsabilità di politici.
Non può essere l’economia l’unico criterio di valutazione, occorrono anche altri parametri. Se, come sembra, il project sarà approvato, val la pena ricordare che questa “consiliatura” e quest’amministrazione legano la propria immagine sia al proponente, sia al vincitore della gara, che tendenzialmente potrebbero e dovrebbero coincidere.
Così cade sul privato non solo, come ovvio, la buona conduzione del centro sportivo ma anche la responsabilità di non farci fare una brutta figura. Perché poi la verifica è fissata fra trent’anni, per chi ci sarà.

PROJECT FINANCING CENTRO SPORTIVO BUONARROTI - intervento di Giordano Marchetti

PROJECT FINANCING CENTRO SPORTIVO BUONARROTI 
CONSIGLIO COMUNALE DEL 04/02/2019 

Come capo gruppo di Vivere Cernusco ci tengo a sottolineare che quanto dirò nel corso del mio intervento è stato condiviso con tutto il mio gruppo. Vivere Cernusco concorda pienamente sull’esigenza, evidenziata nel programma della coalizione di cui fa parte e ribadita nei Documenti di Programmazione che abbiamo approvato in Consiglio comunale, di procedere per fasi a ottimizzare il già ricco patrimonio pubblico dedicato all’attività sportiva.

Ricordiamo che in questo anno e mezzo allo stadio Scirea si è già provveduto a sistemare la recinzione e a rifare l’impianto di illuminazione; nei prossimi mesi seguirà il rifacimento completo delle sue tribune e degli spogliatoi. Nei mesi scorsi sono stati invece rifatti i campi da calcetto nel centro di via Boccaccio. Interventi del valore di quasi 2 milioni di Euro finanziati con risorse proprie dell’Amministrazione Comunale. Ovviamente queste non sono le uniche necessità. Lo sappiamo tutti e ce lo siamo detti in più occasioni, e cioè che i nostri centri sportivi hanno bisogno di altri interventi e non necessariamente per il ruolo che Cernusco assumerà l’anno prossimo di città europea della sport. Gli interventi a cui ci riferiamo sono il rifacimento in sintetico dei campi da calcio i cui manti erbosi sono oggi deteriorati per il loro uso intensivo; la riqualificazione dal punto di vista impiantistico e strutturale del Palazzetto dello sport; la realizzazione di nuovi impianti sportivi per il rugby e relativi spogliatoi; e poi la realizzazione, nel centro sportivo di via Boccaccio, di un campo polifunzionale per sport di squadra nello spazio oggi utilizzato solo per la posa della giostre in occasione della fiera di san Giuseppe.

È chiaro che questi interventi richiedono ulteriori importanti investimenti e dunque non possiamo pensare che siano fatti tutti nell’immediato, tant’è che ci siamo detti che vanno pianificati nel tempo. Una prima risposta alle necessità che ho appena elencato dovrebbe arrivare, secondo gli intendimenti dell’Amministrazione, dall’accettazione della proposta di Project Financing presentata dalla Società Enjoy Company, e che questo Consiglio comunale è oggi chiamato a valutarla nel suo insieme come intervento di pubblico interesse.

E allora, senza altri preamboli, entriamo subito nel merito .
Intanto ci sia permesso un appunto sul testo della delibera. Nel leggerla ci sono balzati all’occhio i pareri favorevoli di più Dirigenti ma non quello del Dirigente cui fa capo la Gestione e Controllo del Patrimonio dell’Ente. Di fronte a una proposta che prevede “la ristrutturazione e la gestione del centro sportivo di via Buonarroti ”, cioè del pezzo forse più consistente del patrimonio pubblico della città, l’assenza del parere del Dirigente competente ci suona alquanto strano. Fatta questa puntualizzazione torniamo alle questioni di merito del Project Financing. Come dicevamo la proposta presentata ha come oggetto “ la ristrutturazione, l’adeguamento normativo e la gestione del centro sportivo di via Buonarroti ”, e prevede un investimento complessivo, IVA compresa, di 2.461.000 € di cui 1.616.000€ riferiti a lavori edili e il resto (845.000 € ) a copertura di una serie di costi professionali, di progettazione, di Direzione Lavori, di Sicurezza e di IVA.

In realtà, al di là dell’altisonante titolo che si è voluto dare al Project, la proposta di ristrutturazione del Centro sportivo è solo parziale perché comprende sostanzialmente la riqualificazione in sintetico del campo da calcio del vecchio stadio (350.000 € + IVA) e di quello a 9 con costruzione della relativa recinzione e tribunetta prefabbricata, (185.000€+IVA) nonché la trasformazione di un campo da tennis a campo polifunzionale (calcetto) coperto con tecnostruttura (142.000 €+ IVA).

Tutti gli altri interventi, citati all’inizio del mio intervento, riguardanti l’area rugby, il Palazzetto dello sport e ovviamente lo stadio Scirea sono esclusi da questo Project. Certo ci si potrà dire che non può essere un Project con queste finalità e di questa portata a dover sciogliere in un sol colpo tutti i nodi del centro sportivo, ma che comunque ciò che è stato proposto dall’operatore privato va pur sempre in quella direzione. Anzi è stato previsto qualcosa di più: la realizzazione di una nuova struttura capace di contenere una palestra per attività di free style, uno spazio polifunzionale e un centro cottura.
Bene.
Allora ci chiediamo anche: per fare posto a una nuova struttura capace di contenere questi impianti è proprio necessario prevedere l’abbattimento di un nostro impianto sportivo, non datato, come il bocciodromo? ( per inciso rammento che solo nel 2010 il Comune ha investito in questa struttura ben 215.000 € per il rifacimento della copertura e dei servizi igienici.). Dunque abbattimento del bocciodromo e poi, in sua sostituzione, la realizzazione di un altro, in forma però ridotta con due piste da gioco anziché le quattro attuali.

Ora qualcuno dei consiglieri potrà dire che l’impianto di free style rappresenta però una interessante e qualificante novità per il Centro Sportivo! A chi sostiene questa, pur legittima, novità ci sentiamo di rispondere che tale argomentazione ci sorprende parecchio perché non abbiamo mai sentito alcun collega, in Consiglio Comunale, parlare di questa esigenza. Per contro abbiamo sentito invece i colleghi sottolineare in più occasioni le necessità di dover intervenire sui campi da gioco, sul palazzetto e compagnia bella. Ciò ci induce a pensare che per questo Consiglio Comunale la novità proposta dall’operatore non rientra tra i bisogni prioritari dello sport cernuschese, che sono, come dicevamo, ben altri e che sono stati sottolineati in quest’aula più volte da quasi tutti voi.

Non va poi omesso di evidenziare che gli impianti inseriti nella struttura proposta, diversamente dagli altri del Centro Sportivo, sono ad uso esclusivo dell’operatore, liberi da qualsiasi vincolo con le società sportive o l’Amministrazione comunale ed è evidente che sono finalizzati più a recuperare risorse per ammortizzare l’investimento che l’operatore intenderebbe fare che non invece a rispondere a una reale esigenza sportiva della città.

Ci stupisce infine che, in un Project Financing che si vorrebbe far passare come qualcosa di innovativo capace di dare lustro alla città, non ci sia nulla che denoti attenzione al risparmio e alla sostenibilità energetica (fotovoltaico, geotermico, pompe di calore ad alta efficienza ecc). Proposte di questa natura avrebbero portato, da un lato, almeno un po’ di valore aggiunto al progetto e dall’altro a stabili risparmi di spesa.

Questi in sostanza le perplessità afferenti l’aspetto “investimenti”.

Ma anche riguardo l’aspetto “gestionale” dalla lettura dei documenti presentati, pur prendendo atto che al concessionario resteranno in capo le utenze nonché le manutenzioni ordinarie e straordinarie del Centro Sportivo, nascono più perplessità e riguardano:

1) la durata della concessione del Centro sportivo. Una durata di 30 anni appare decisamente anomala, per non dire unica, rispetto ad altre realtà similari a livello nazionale. Tra l’altro significherebbe vincolare ben 6 amministrazioni comunali ad uno stesso operatore. A noi pare un tantino esagerato!

2) l’entità del contributo comunale. Si parte con 396.500 €/anno IVA compresa. Valore definito sulla base storica delle utenze pagate dal Comune e sul valore attuale dell’appalto per la gestione del Centro. Detto contributo sarà poi indicizzato ogni due anni a partire dal quinto anno tanto che si arriverà con l’ultimo adeguamento, al 28 anno, a erogare al gestore oltre mezzo milione di euro. Sapete in 30 anni a quanto ammonta complessivamente il contributo che il Comune dovrà dare all’operatore privato ipotizzando che l’IVA in futuro non subirà aumenti? Ben 13.460.000 €. Una cifra rilevante, una cifra garantita, una cifra da cui è possibile trarre indubbi vantaggi. Ne cito uno. Pensate solamente se l’operatore dovesse ricorrere a un mutuo. Con una garanzia di oltre 13 milioni di euro in tasca sarebbero le banche ad andare dall’operatore con il cappello in mano e a colpi di sconti sui tassi proporsi come partner finanziatore.

3) l’affidamento parziale del Centro sportivo. Infatti la gestione che si intende affidare con questo Project non ricomprende gli impianti e le aree destinate al rugby e i campi da tennis, il che comporterà per il Comune dover predisporre un appalto per un altro contratto di gestione limitato a tali impianti.

4) il risparmio stimato per le casse comunali: 38.000 euro/anno IVA compresa è la previsione fatta dagli uffici di risparmio dei costi tra utenze e gestione prima e dopo gli interventi. Possiamo dire che si tratta di un risparmio annuale francamente risibile di fronte ad una concessione che si vorrebbe trentennale? Ma dico di più. Siamo di fronte al classico specchietto per le allodole in quanto il risparmio quantificato è, a nostro parere, sovrastimato perché nel computo fatto non si è tenuto conto dei minori costi delle utenze per gli interventi di riqualificazione ed efficientamento che il Comune ha già fatto e che farà nei prossimi mesi al Centro sportivo. E poi non si è tenuto sufficientemente conto del valore che la concessione dà all’operatore di poter sfruttare economicamente, a suo esclusivo uso, gli impianti sportivi presenti all’interno del Centro sportivo, ne si è dato alcun valore all’area, di proprietà comunale, dove si realizzerà la struttura di free style da dove l’operatore trarrà una esclusiva redditività. La sola quantificazione di queste due voci avrebbe l’effetto di consentire la diminuzione dell’entità del contributo comunale accordato.

Potremmo andare avanti ancora ma mi fermo qui per i limiti di tempo a disposizione avviandomi alle conclusioni.

Vivere Cernusco non è contraria per partito preso allo strumento del Project Financing o alle sinergie tra soggetto pubblico e privato, ne tanto meno, come si è ahimè cercato di far passare in questi mesi, coltiviamo chissà quale rancore o astio nei confronti della Società Enjoy e ci pare che la nostra propensione l’abbiamo dimostrata già in passato in occasione dell’affidamento del Centro natatorio. 

Piaccia o no il nostro ruolo di amministratori è però un altro e va prioritariamente in direzione dell’interesse pubblico che non sempre collima con l’interesse privato. Se lasciassimo per un attimo da parte le precostituite posizioni politiche e ci affidassimo all’onestà intellettuale di ciascuno di noi credo che alla fine concorderemmo nell’individuare che il vero obiettivo, di per sé legittimo, portato avanti dall’operatore privato attraverso lo strumento del Project, è quello di ottenere dall’Amministrazione comunale una lunghissima durata di gestione del centro sportivo da cui poter far discendere ricavi economici.

Attraverso questo intervento, con una serie di considerazioni, quello che abbiamo tentato di porre all’attenzione del Consiglio Comunale è la sproporzionata durata della concessione e l’abnorme contributo dato a fronte di una portata dell’investimento davvero ridotta che questo Project fa in merito alle reali esigenze del Centro Sportivo. Infatti se si escludono i costi per la demolizione e ricostruzione del bocciodromo e quelli per la realizzazione della struttura free style, l’investimento per quelle che sono identificate tra le necessità dello sport cernuschese, cioè la riqualificazione dei campi da calcio, si riduce a meno di 680.000 € oltre all’IVA

Ne vale davvero la pena?

Con un po’ di coraggio, tenendoci le mani libere, ci sarebbe ancora il tempo per sostenere autonomamente la riqualificazione dei campi da calcio utilizzando le risorse derivanti dagli avanzi di bilancio ovvero mediante l’accesso ad un mutuo assolutamente sostenibile per le casse comunali grazie ai continui saldi positivi dei ns. bilanci. E a quel punto, liberi da qualsiasi vincolo o condizionamento, potremmo mettere a bando la gestione di un Centro sportivo accresciuto di valore (riqualificazione stadio Scirea, campi da calcio, calcetto) definendone poi noi, inteso come Amministrazione, la durata della concessione e del relativo contributo.

Con un po’ più di risolutezza avremmo potuto tentare di percorrere da tempo questa strada e chissà magari ci saremmo convinti che forse ne valeva la pena e oggi avere quegli impianti sportivi già riqualificati senza perdere quasi due anni di tempo in un tira e molla tra Amministrazione comunale e operatore oltre al lungo e necessario iter tecnico/amministrativo in capo ai vari uffici.

Tra l’altro, in tutto ciò, la cosa ridicola è che nell’immaginario collettivo questa lungaggine decisionale è stata fatta ricadere sulle spalle di Vivere Cernusco, sulle rigidità ideologiche del suo gruppo dirigente, rigidità che, secondo parecchi detrattori, ci impediscono di cogliere appieno le opportunità che man mano si presentano a favore del bene pubblico.

Ci  spiace deludere chi la pensa così perché è invece vero l’esatto contrario. Le nostre ragioni e le nostre considerazioni in merito a questo Project erano state esplicitate per tempo.

Siamo sulla scena politico amministrativa della città da oltre 35 anni e credo che abbiamo sempre dimostrato, sia dai banchi di opposizione che da quelli di maggioranza, di saper affrontare i problemi e le opportunità senza preclusioni e con cognizione di causa, di saper prendere decisioni ponderate mettendoci sempre la faccia di fronte a chiunque, senza nasconderci dietro a nessuno e non cercando mai scuse pretestuose per eludere legittime risposte e aspettative.

E sarà così anche in questa occasione.

LA POSIZIONE DI VIVERE CERNUSCO RISPETTO ALLA RISTRUTTURAZIONE DEL CENTRO SPORTIVO DI VIA BUONARROTI

L’attenzione alle innovazioni della città nel rispetto dell’ambiente è sempre stata una caratteristica di Vivere Cernusco. Per questo, già dalla prima presentazione del project financing per la riqualificazione e gestione del centro sportivo di Via Buonarroti, ci siamo adoperati per una profonda verifica.
Nonostante dalla prima presentazione all’ultima redazione del progetto ci siano state alcune variazioni, grazie anche al lavoro degli uffici comunali, non riteniamo siano state del tutto risolte le criticità da noi evidenziate da tempo . Questo il motivo che ha portato all'astensione del nostro gruppo consiliare al momento della votazione.

Vivere Cernusco non è contraria allo strumento del Project Financing o alle sinergie tra soggetto pubblico e privato, come è stato chiaramente dimostrato in passato in occasione dell’affidamento del Centro natatorio. Con gli interventi fatti in Consiglio Comunale (leggi l'intervento di Giordano Marchetti e quello di Gianni Cervellera) abbiamo posto l’attenzione sui contenuti del Project sui quali abbiamo rilevato le maggiori criticità: il previsto investimento, la durata della concessione e i costi che il Comune sosterrà. Riconoscendo l’utilità degli interventi sui campi da calcio e relative strutture, abbiamo anche ipotizzato la possibilità di percorrere una strada alternativa a quella presentata per rispondere ai bisogni delle società sportive con impianti di qualità: l’investimento già deciso da questa maggioranza sullo stadio Scirea lo sta a dimostrare.

Questi i punti nevralgici:
  • La durata della concessione del Centro sportivo. Una durata di 30 anni appare decisamente anomala, per non dire unica, rispetto ad altre realtà similari a livello nazionale. Significa vincolare ben 6 amministrazioni comunali ad uno stesso operatore. L’entità del contributo che il Comune verserà all’operatore. Si parte con 396.500 €/anno IVA compresa - definiti sulla base storica delle utenze pagate dal Comune e sul valore attuale dell’appalto per la gestione del Centro. Detto contributo con l’ultimo adeguamento ISTAT salirà a oltre 500.000 €. 
  • L’affidamento solo parziale del Centro sportivo. La gestione che si intende affidare con questo Project non comprende gli impianti e le aree destinate al rugby e i campi da tennis, il che comporterà per il Comune dover predisporre altri appalti per la gestione di tali impianti (con altri costi). 
  • Il risparmio stimato per le casse comunali: 38.000 euro/anno IVA compresa è la previsione di risparmio dei costi a carico del Comune prima e dopo gli interventi. Possiamo dire che si tratta di un risparmio annuale francamente risibile a fronte di una concessione trentennale. 
  • Nel Project Financing, infine, non c'è nulla che denoti attenzione al risparmio energetico
Vogliamo però dire in maniera chiara che non vi è alcuna volontà di mettere in discussione il cammino della coalizione con cui si è condiviso un programma amministrativo ben più ampio di quello ristretto entro i confini di questa proposta.

 A project approvato, la nostra astensione diventa un segnale di attenzione per tutti i passaggi successivi, dalla costruzione del bando, alla realizzazione degli impianti e, ultimo ma non meno importante, il controllo che negli anni seguenti l’amministrazione comunale dovrà esercitare.