Pages

domenica 13 ottobre 2019

Documento Unico di Programma 2020/2022.

Pubblichiamo ampi stralci dell'intervento del nostro capogruppo Giordano Marchetti, nel consiglio comunale del 9 ottobre, in merito al Documento Unico di Programma 2020/2022.
 Buona lettura...

Una città si basa su una molteplicità di funzioni, servizi, opere e il DUP (Documento unico di programmazione) è il documento di programmazione che li raccoglie tutti.
Dunque la discussione nel merito del Documento di programmazione serve proprio a esprimere il giudizio politico riguardante la manovra economica e pianificatoria ipotizzata dalla Amministrazione sulla base della quantità e modalità di reperimento delle risorse, sulla base della quantità e modalità di spesa delle risorse disponibili.
Ho ascoltato i Consiglieri di opposizione, e seppur nel loro ruolo c’è sicuramente quello della critica all’Amministrazione, gli interventi fatti sono parsi più dichiarazioni da processo alle intenzioni che di sostanza. Ho sentito parlare più del futuro PGT, che al momento non c’è, che non si sa quando ci sarà perché così si vuol nascondere scenari urbanistici tesi a stravolgere la città. Ho sentito parlare di opere che, pur senza conoscere i progetti, non vanno bene.
Ricordo ai colleghi che la pianificazione contenuta nel DUP, anche se non è stato fatto il nuovo PGT, è basata su uno strumento urbanistico tuttora in vigore.
Fatto questo doveroso inciso, con l’intervento di stasera cercherò di stare con i piedi ben piantati per terra, ponendo l’attenzione su qualche specifico e qualificante punto contenuto nel documento di programmazione, evidenziandone laddove presenti le positività, i suggerimenti per meglio attuare ciò che ci si propone di fare ma anche mettendo in luce alcune criticità che a mio modesto parere ci sono e sulle quali vale la pena che il Sindaco faccia una ponderata riflessione.
Entrate correnti
Per tutto il triennio ho visto che verranno positivamente mantenute inalterate, come già avvenuto nel recente passato, le aliquote riguardanti la TASI, l’IMU e l’Addizionale IRPEF, con la soglia di esenzione a 15.000 € il che significa non far pagare questo tributo a circa 6700 contribuenti rinunciando consapevolmente ad un introito per le casse comunali di oltre 350.000€. Queste scelte sono significative perché rappresentano ancora una volta l’attenzione che questa Amministrazione ha nei confronti dei suoi cittadini ed in particolare delle fasce più deboli. Quello che chiedo è l’impegno che tali scelte vengano comunque mantenute anche se il Governo non dovesse, per una qualsiasi ragione, riuscire a sterilizzare con la propria manovra di bilancio, in tutto o in parte, il previsto aumento dell’IVA che per il ns. Comune significherebbe, se completo, un aggravio stimabile in circa 300.000 € .
Imposta di Soggiorno
Sul fronte delle entrate correnti prendo atto della volontà di introdurre, se ho ben capito, sperimentalmente l’Imposta di Soggiorno con l’obiettivo di introitare per l’anno prossimo risorse per circa 100.000€/anno. La motivazione di ciò risiederebbe nella necessità di contribuire al parziale reperimento di quei 300.000€ che l’Amministrazione avrebbe deciso di mettere in gioco per finanziare eventi straordinari legati a “2020 Cernusco Città dello Sport”. Prima di procedere in tal senso, considerata l’entità abbastanza contenuta della risorsa in gioco, chiedo se sia stata valutata dall’Amministrazione l’ipotesi, per coprire questa spesa, di attingere direttamente dagli avanzi di bilancio che sommano, ormai ogni anno, diverse centinaia di migliaia di euro e che anche il 2020 credo non sfuggirà a questo trend. Solo dopo l’esito di questa verifica, e qualora da questa verifica non dovesse manifestarsi quella necessaria disponibilità economica, allora comprenderei la decisione di introdurre questa specifica Imposta. Se questa dovrà allora essere la strada da percorrere non possiamo però non dirci che, pur trattandosi di una tassa che non colpirà direttamente i cittadini di Cernusco perché racchiusa in ambiti ben definiti (hotel B&B e similari), ciò determinerà inevitabilmente un aggravio burocratico per gli operatori del settore perchè diventeranno di fatto gli esattori per conto del Comune. Di questa, chiamiamola “obbligata collaborazione”, se vogliamo che sia proficua per il Comune credo che bisognerà in qualche modo tenerne conto quando si metterà mano al regolamento applicativo attraverso la definizione di un qualcosa che sia riconducibile a una sorta di “riconoscimento premiale” per gli operatori del settore. Se sarà così, e quindi vuol dire che si sarà fatta una scelta precisa e che saremo arrivati al termine di un percorso complesso, ritengo che allora che l’introduzione di questa Imposta non possa essere più né sperimentale né temporanea ma andrebbe stabilizzata negli anni a venire vincolando quei proventi per eventi culturali e promozionali della città anche in collaborazione con le associazioni e i commercianti della città.
Scuola
Ho visto che abbiamo un’ottima disponibilità di spesa annuale (circa 2.800.000€) a contrarre nuovi mutui per finanziare opere pubbliche. Nel Dup, al momento, l’unica opera che vedo finanziabile con un mutuo di 4.500.000 per l’anno 2021 è la realizzazione della scuola media a completamento del nuovo polo scolastico. Questo significa per il Comune un costo per il rimborso del prestito (interessi e quota capitale) di circa 260.000€/anno, per la durata di 20 anni, e che questo impatterà tutto sulla spesa corrente laddove, come sappiamo, è sempre difficile far quadrare i conti senza dover penalizzare i servizi. Come si può capire è una cifra importante, da non sottovalutare, per cui prima di dare il via libera a un’opera del genere, che non nego negli anni scorsi io e un po’ tutti credo abbiamo sostenuto, ritengo sia necessario sapere, anche alla luce di quello che sarà il nuovo PGT, quale è e quale sarà nel prossimo futuro lo sviluppo abitativo della città e, conseguentemente, il fabbisogno dell’utenza scolastica. Senza questi dati proiettati sul medio e lungo periodo la decisione di oggi appare più una scommessa - abbiamo detto che andava fatta e allora dobbiamo farla - piuttosto che una scelta attentamente vagliata. Va da sé invece che qualora dall’analisi dei dati dovesse risultare necessaria questa struttura è evidente che ne sosterrò, senza se e senza ma, la sua realizzazione.
Investimenti sui beni demaniali e patrimoniali
Riguardo alle spese per investimenti sui beni demaniali e patrimoniali finanziate con le entrate annuali le cifre allocate sono rilevanti (15,4 milioni nel 2019, 10,3 milioni nel 2020, 9,3 milioni nel 2021 e 3,4 milioni nel 2022 per complessivi 38 milioni). Non so quanti comuni della ns. dimensione possono vantare simili disponibilità economiche. Queste risorse ci consentiranno di indirizzare importanti interventi di manutenzione e di riqualificazione delle strade, marciapiedi e piazze cittadine (in primis il rifacimento di via don Sturzo e piazza Matteotti), la riqualificazione del centro sportivo di via Buonarroti con lo sviluppo di nuove strutture a beneficio del rugby, la riqualificazione degli impianti del tennis, e poi interventi puntuali sul verde pubblico, il patrimonio edilizio pubblico residenziale e non, e gli edifici scolastici, in particolare la scuola di via Manzoni dove dovrebbe finalmente partire, dopo la stagione degli annunci, lo spostamento della mensa dallo scantinato dell’edificio al piano terra e la realizzazione di nuovi laboratori.
Aree verdi ad imprenditori agricoli locali
Un altro tema che voglio evidenziare perché mi sta particolarmente a cuore riguarda l’assegnazione in locazione delle aree verdi, acquisite a patrimonio pubblico a seguito di convenzioni urbanistiche, ad imprenditori agricoli locali per le loro attività colturali ma che consentono contestualmente di sgravare il Comune dagli impegni manutentivi di dette aree che ammontano ormai a oltre 781000 mq. Molto bene quindi la volontà di proseguire su questa strada che rappresenta un modello di conservazione e utilizzo del suolo che credo abbia pochi uguali addirittura a livello nazionale. L’appunto che mi permetto di suggerire è che questo modello dovrebbe essere portato come esempio di buone pratiche esportandolo e pubblicizzandolo al meglio a partire dai vari consessi sovracomunali di carattere politico e non.
Sicurezza 
Sul fronte della sicurezza ho letto, come del resto negli anni passati, l’impegno della polizia locale a migliorare gli standard di sicurezza a 360 gradi: dal controllo della circolazione stradale alla sicurezza negli eventi pubblici, dai presidi nei parchi e del centro storico al furto negli appartamenti, dal controllo nei cantieri edili al decoro urbano e così via. Ho già avuto modo di sottolinearlo in altre occasioni in Consiglio Comunale e cioè se a questo impegno dichiarato non si affiancano dati che in qualche modo possano mostrare, da un anno con l’altro, quali sono stati i miglioramenti ottenuti e in quali ambiti, ovvero quali sono state e dove sono le criticità, si rischia di avere ogni anno nel DUP solo uno scritto, fine a se stesso, che non consente a noi, cioè alla politica, di capire se c’è bisogno di intraprendere ulteriori azioni e se c’è la necessità magari investire di più, dove e come per il conseguimento di quelli che saranno ritenuti gli obiettivi prioritari. E’ un modo anche per la politica di confrontarsi, su basi certe e non sul percepito, con le sollecitazioni, per non dire lamentele, che giungono dai nostri cittadini.
Attività culturali
Sulle attività culturali vedo con piacere che l’obiettivo del triennio è di caratterizzare sempre più il Comune di Cernusco come polo culturale, stabile e riconosciuto, in Martesana. Ma non solo, c’è la volontà di incrementare la promozione turistica della ns. città per valorizzare al meglio i suoi beni. Se questo vuole essere un obiettivo importante dell’Amministrazione, come ritengo debba essere, e che ovviamente condivido in pieno, con la stesura del bilancio mi aspetto, di conseguenza, l’appostamento di adeguate risorse. Questo per dire in maniera esplicita che le spese promozionali della città non possono essere riservate esclusivamente agli eventi sportivi o ad essi connessi.
Politiche sociali
Sul capitolo delle politiche sociali vedo una quantità e varietà di progetti in sinergia con i comuni del distretto 4 che spaziano dalla attività di sostegno all’infanzia alle politiche per gli anziani, dagli interventi per soggetti a rischio di esclusione sociale alle politiche mirate per le persone con disabilità, dall’housing sociale alle politiche di affido, dall’accoglienza profughi alle politiche per i migranti, il tutto attuato con impegni di spesa consistenti che denotano l’attenzione particolare che l’amministrazione riversa su questo delicato settore. E di tutto ciò non posso che rallegrarmene ed esserne compiaciuto.
Comunicazione
Però anche qui sig. Sindaco voglio mettere in evidenza quanto già detto in passato. Di fronte ad una mole tanto consistente di servizi ben pianificati, progettati e attuati nonché alla quantità delle risorse messe in gioco i cittadini sanno poco o nulla. Così non può andare bene. Mi spiace ma in città manca la percezione di quanto viene fatto. Pertanto l’invito che Le faccio è quello di trovare i modi e gli strumenti più efficaci per comunicare e pubblicizzare tutto ciò alla città, partendo magari da quello che ritengo meno impegnativo ma tradizionalmente più riconosciuto ed efficace, almeno finora, dalla stragrande maggioranza dei cittadini, cioè l’informatore comunale. Certo che se però prevale la scelta di farlo uscire una volta all'anno, a metà luglio (come successo quest’anno), in pieno clima feriale, per di più distribuito non nella cassetta della posta ma in quella deputata alla pubblicità dei volantini dei supermercati, beh allora, oltre a buttare via i soldi, ne deduco che si sta facendo di tutto per annullare la sua ragion d’essere.

venerdì 28 giugno 2019

Facilitazione linguistica e Mediazione culturale: interrogazione di Vivere Cernusco

INTEGRAZIONE ALL’INTERROGAZIONE

Oggetto: Facilitazione linguistica e Mediazione culturale

PREMESSO che

  • Ci vediamo costretti a modificare il testo dell’interrogazione in questione a poche ore dal consiglio comunale odierno, perché contattati dal Presidente del Consiglio in quanto è stato presentato un esposto al Prefetto circa il contenuto riportato. 
  • Pur senza aver alcun riscontro scritto di tale esposto, per il rispetto che da sempre ci contraddistingue verso le Istituzioni, procediamo alla modifica seguente. 
  •  Le questioni valoriali e politiche suscitano sempre sentimenti contrastanti ma necessitano di una presa di posizione chiara e netta, che da parte nostra c’è ed è chiaramente a favore dell’integrazione culturale e a sfavore di razzismi spiccioli di tale tipo. 
  • Sabato 18 maggio, su volere di un’esponente della lega è apparso sul giornale La Gazzetta della Martesana l’articolo ”Lezioni di arabo alle elementari”, ben evidenziato anche dalle locandine in tutte le edicole della città. 
  • Nei giorni seguenti il medesimo esponente della lega ha voluto estendere la notorietà dell’accaduto anche a livello di stampa nazionale e di social network ancor prima di avere delle risposte tecniche dagli uffici preposti alimentando un clima immotivato di paura verso il diverso. 
  • A nostro parere gli articoli contengono inesattezze oltre che affermazioni tendenziose e offensive della dignità professionale dei docenti e della dirigenza dell’Istituto Levi Montalcini. 
  • Riteniamo non sia nostro compito né di consiglieri comunali né di politici interferire con le scelte didattiche di un Istituto scolastico, ma che invece sia nostro compito riportare in questa sede il dialogo politico e tecnico sulla questione, prima che sui giornali, al fine di evitare falsi allarmismi inutili.

CONSIDERATO che

  • Nel novero delle possibili attività che le scuole hanno a loro favore per ampliare la proposta didattica, ci sono numerosi progetti e laboratori, e che alcuni di questi sono inseriti nel piano del diritto allo studio, altri si introducono durante il corso d’anno su singola necessità o su singola proposta delle agenzie del territorio; che altre, come la facilitazione linguistica e la mediazione culturale in questione sono regolate nientemeno che dal Piano di zona che,ricordiamo, è lo strumento di progettazione dei servizi sociali distrettuale redatto e concordato dall’assemblea dei Sindaci dei Comuni che ve ne fanno parte e dalle realtà del Terzo settore territoriali coinvolte.
  • Tale strumento di programmazione è normato dalla legge 328/2000 e che quindi si è solamente utilizzato un valido strumento a disposizione della scuola e della comunità,finanziato con soldi pubblici
  • I laboratori in questione rientrano nel piano di diritto allo studio che questo stesso consiglio ha approvato ad ottobre 2018.


PRESO ATTO che

  • Le insegnanti hanno quindi a loro disposizione un pacchetto, esiguo, di ore per la facilitazione linguistica e un altro pacchetto di ore di mediazione linguistico-culturale, anch’esso esiguo.
  • Spetta all’insegnante quindi decidere di farne richiesta, sicuramente con una decisione meditata e condivisa dal corpo docente.
  • Entrambi i servizi sopra citati devono essere richiesti al Piano di zona che stanzia le ore tra le scuole dei diversi paesi in base alla popolazione e che delega alla cooperativa incaricata la realizzazione dei due tipi di laboratorio.


LA INTERROGO AL FINE DI SAPERE

Se il laboratorio di mediazione linguistico culturale in questione è lecito e se è in linea con il Piano di Diritto allo studio già votato in essere e con quanto la nostra Amministrazione, le nostre scuole, il Terzo Settore e la comunità tutta, stanno facendo per favorire con tutti gli strumenti a disposizione l’inclusione e l’integrazione, ovvero il benessere di tutti i bambini e i ragazzi che frequentano le nostre scuole e delle loro famiglie; benessere ed integrazione quantomai oggi necessari per evitare proprio che questioni tendenziose e mistificatorie della realtà come questa trovino spazio e consensi.

La ringrazio e rimango in attesa di una sua risposta.

Chiara Beniamino (VIVERE Cernusco)

La risposta del sindaco Ermanno Zacchetti



venerdì 7 giugno 2019

Cernusco: VERSO IL NUOVO PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO

VERSO IL NUOVO PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO
GARANTIRE SVILUPPO E SERVIZI PER LA CITTÀ TUTELANDOL'AMBIENTE

“Questa amministrazione ha costruito case, a noi il compito di costruire una comunità.Sarà necessario tornare a una pianificazione condivisa del territorio, prestando attenzione all’interesse collettvo, alla qualità della vita, alla salute dei cittadini”. 

Sulla base di queste dichiarazioni, nel 2007, la coalizione di centrosinistra guidata dal candidato Sindaco Eugenio Comincini conseguiva un risultato storico, vincendo le elezioni comunali a Cernusco. Ci impegnammo quindi alla definizione di un PGT (Piano di Governo del Territorio) che tenesse fede a quell'impegno. Pur nell'impossibilità di azzerare una serie di diritti acquisiti,si trovò comunque il modo di ridurre notevolmente l'impatto edificatorio residuo che sarebbe derivato dal vigente Piano Regolatore. Il nuovo PGT stabilì infatti che gli interventi edilizi ammessi fossero solo di completamento e riqualificazione urbanistica, e in quantità pari a solo il 60% di quanto complessivamente prevedeva il Piano Regolatore per le funzioni residenziali. Un esempio? Sulla via Vespucci, dove in questi mesi i cittadini hanno visto l'edificazione di alcune palazzine, il Piano Regolatore prevedeva edifici per complessivi 70 mila metri cubi,oltretutto a ridosso della strada e con la possibilità di recuperare ulteriore volumetria con i sottotetti.

Con il nuovo PGT la volumetria è stata ridotta a 45 mila metri cubi, senza possibilità di recupero sottotetti e si è inoltre imposta una fascia di mitigazione ambientale, verde e alberata, di 50 metri dalla strada.Sempre con il PGT vigente si è imposto per ogni intervento edificatorio la cessione al Comune di aree verdi da destinare a parco o al rafforzamento della naturalità, è stata ampliata in modo significativo l'area tutelata del PLIS (Parco Locale Sovracomunale) delle Cave, portando la sua superficie nel territorio di Cernusco da 750 mila mq a oltre 3 milioni di mq, sono state valorizzate le aree agricole e l’attività agricola, anche attraverso la messa a disposizione degli operatori del settore di oltre 600.000 mq aree verdi di proprietà comunale, privilegiando l'imprenditorialità giovanile in questo settore.

Non solo: in questi anni la nostra città ha visto ampliata la quantità e qualità delle strutture pubbliche a servizio dei cittadini. Pensiamo alla realizzazione di nuove strutture educative,sociali e sportive (nuovo Polo scolastico, Centro Diurno Disabili, Nuovo centro natatorio...),ma anche al recupero e riqualificazione di spazi aggregativi importanti come la Filanda e il Parco Trabattoni.

Vivere Cernusco ha creduto e continua a credere fortemente nell'impegno preso in quel 2007 e questo è il momento di mantenere ancora fede a quell'impegno. La nostra amministrazione, allo scadere dei 10 anni dall'elaborazione del PGT vigente, ha infatti iniziato il lavoro di definizione del nuovo Piano di Governo del Territorio.

Il nuovo PGT è per noi di VIVERE lo strumento fondamentale grazie al quale abbiamo l’opportunità di continuare a perseguire una pianificazione urbanistica attenta agli aspetti che più ci stanno a cuore: la qualità della vita dei cittadini (che implica la necessità di porre un forte limite all’incremento demografico nei prossimi 10 anni per poter garantire l'attuale qualità e quantità dei servizi), la sostenibilità ambientale (pensiamo al completamento del parco storico monumentale del Martesana fino a Ronco, ma anche al potenziamento della mobilità dolce e delle aree per il benessere e lo sport) e, soprattutto, la salvaguardia delle aree verdi (consumo di suolo zero).

Questi sono i cardini del nostro impegno più che trentennale per Cernusco, questi i riferimenti che dovranno guidarci, in piena condivisione con l'intera maggioranza, alla definizione di ciò che rappresenterà lo scenario futuro per uno sviluppo armonico e sostenibile della nostra città. VIVERE CERNUSCO

giovedì 25 aprile 2019

In ricordo di Angelo: Nel mare ci sono i coccodrilli

Cara amica/o c’è chi parte per amore, per lavoro, per turismo e poi ci sono quelli che partono per inseguire la vita.
Una sola sedia in scena basta per raccontare il travaglio e il peregrinare di un bambino, costretto a barattare la propria innocenza in cambio della sopravvivenza, senza però mai vendere la propria onestà. Nel viaggio diventa un uomo portando sempre in tasca le parole di suo padre e le promesse fatte a sua madre.

NEL MARE CI SONO I COCCODRILLI non è solo uno spettacolo ma un incontro, una stretta di mano tra noi e la nostra umanità. Durata dello spettacolo: 1 ora e 20 minuti circa. Durata del ricordo: tutta la vita. Ogni volta che guarderete il mare.

La serata e' a ricordo di Angelo Spinelli e a sostegno dell'ospedale di Tanguietà (Benin), per l'acquisto di un mammografo per fare prevenzione sulle tante giovani donne africane e dove, da 38 anni, opera FRA FIORENZO PRIULI medico-chirurgo italiano.

Ti aspetto....e passaparola

gli amici di VIVERE Cernusco


mercoledì 6 febbraio 2019

Project financing - Intervento di Gianni Cervellera

Il progetto che stiamo valutando sia per le caratteristiche tecniche, sia per le modalità di presentazione e gestione pone alcune questioni sulle quali ritengo e riteniamo utile, come lista civica, soffermarsi anche se solo con qualche suggestione.
La politica e l’amministrazione sono soprattutto il luogo della responsabilità pubblica che chiama in causa la competenza specifica e gli obblighi etici che ne derivano. Nel rapporto pubblico-privato così come si configura nel project financing al pubblico spetta il compito di tutela dell’interesse, appunto, pubblico e al privato la tutela dell’interesse privato.
Lapalissiano.
Uno scambio di ruoli sarebbe poco elegante se non addirittura deleterio. Lo dico perché ho l’impressione che in alcuni tratti siano arrivati dal privato, e non solo dal proponente, all’amministrazione e al consiglio, appelli alla responsabilità nei confronti della città. Credo sia consapevolezza della giunta e del consiglio di quali siano i rispettivi compiti.
Questo non è un regalo alla città, si tratta di un vero e proprio progetto economico finanziario, di un’impresa fatta su una proprietà pubblica, non c’è bisogno di presentarlo quasi come un atto filantropico. Lo stesso investimento è fatto sulla garanzia certa dell’amministrazione di un comune virtuoso.
Il proponente (e il vincitore della gara) ha tutto il diritto e anzi direi il dovere di guadagnare il massimo possibile. Sarebbe grave se non lo facesse, col rischio di far sospettare fini reconditi. Però qui dobbiamo tutelare al massimo non solo il bene, bensì l’interesse pubblico. E il tempo speso nell’accertamento e nella verifica non è tempo perso, ma è ciò che garantisce non solo il rispetto delle regole ma anche il rispetto dell’intelligenza delle persone. Siamo di fronte ad un progetto che propone un miglioramento delle strutture.
E vorrei vedere se qualcuno ha il coraggio di presentare un progetto di peggioramento!
Il punto sta nel discernere se è la strada migliore, se non ve ne sono altre percorribili, se il tutto è fatto nell’interesse della proprietà pubblica. Qui i tecnici hanno fatto un grosso lavoro di verifica (e per questo li ringrazio enormemente) e hanno espresso alla fine il loro parere favorevole, peccato non si possa chiedere loro una valutazione anche politica, che sarebbe supportata da quella competenza dettagliata che forse alcuni di noi non hanno.
Quindi il richiamo autentico è alla nostra responsabilità di politici.
Non può essere l’economia l’unico criterio di valutazione, occorrono anche altri parametri. Se, come sembra, il project sarà approvato, val la pena ricordare che questa “consiliatura” e quest’amministrazione legano la propria immagine sia al proponente, sia al vincitore della gara, che tendenzialmente potrebbero e dovrebbero coincidere.
Così cade sul privato non solo, come ovvio, la buona conduzione del centro sportivo ma anche la responsabilità di non farci fare una brutta figura. Perché poi la verifica è fissata fra trent’anni, per chi ci sarà.

PROJECT FINANCING CENTRO SPORTIVO BUONARROTI - intervento di Giordano Marchetti

PROJECT FINANCING CENTRO SPORTIVO BUONARROTI 
CONSIGLIO COMUNALE DEL 04/02/2019 

Come capo gruppo di Vivere Cernusco ci tengo a sottolineare che quanto dirò nel corso del mio intervento è stato condiviso con tutto il mio gruppo. Vivere Cernusco concorda pienamente sull’esigenza, evidenziata nel programma della coalizione di cui fa parte e ribadita nei Documenti di Programmazione che abbiamo approvato in Consiglio comunale, di procedere per fasi a ottimizzare il già ricco patrimonio pubblico dedicato all’attività sportiva.

Ricordiamo che in questo anno e mezzo allo stadio Scirea si è già provveduto a sistemare la recinzione e a rifare l’impianto di illuminazione; nei prossimi mesi seguirà il rifacimento completo delle sue tribune e degli spogliatoi. Nei mesi scorsi sono stati invece rifatti i campi da calcetto nel centro di via Boccaccio. Interventi del valore di quasi 2 milioni di Euro finanziati con risorse proprie dell’Amministrazione Comunale. Ovviamente queste non sono le uniche necessità. Lo sappiamo tutti e ce lo siamo detti in più occasioni, e cioè che i nostri centri sportivi hanno bisogno di altri interventi e non necessariamente per il ruolo che Cernusco assumerà l’anno prossimo di città europea della sport. Gli interventi a cui ci riferiamo sono il rifacimento in sintetico dei campi da calcio i cui manti erbosi sono oggi deteriorati per il loro uso intensivo; la riqualificazione dal punto di vista impiantistico e strutturale del Palazzetto dello sport; la realizzazione di nuovi impianti sportivi per il rugby e relativi spogliatoi; e poi la realizzazione, nel centro sportivo di via Boccaccio, di un campo polifunzionale per sport di squadra nello spazio oggi utilizzato solo per la posa della giostre in occasione della fiera di san Giuseppe.

È chiaro che questi interventi richiedono ulteriori importanti investimenti e dunque non possiamo pensare che siano fatti tutti nell’immediato, tant’è che ci siamo detti che vanno pianificati nel tempo. Una prima risposta alle necessità che ho appena elencato dovrebbe arrivare, secondo gli intendimenti dell’Amministrazione, dall’accettazione della proposta di Project Financing presentata dalla Società Enjoy Company, e che questo Consiglio comunale è oggi chiamato a valutarla nel suo insieme come intervento di pubblico interesse.

E allora, senza altri preamboli, entriamo subito nel merito .
Intanto ci sia permesso un appunto sul testo della delibera. Nel leggerla ci sono balzati all’occhio i pareri favorevoli di più Dirigenti ma non quello del Dirigente cui fa capo la Gestione e Controllo del Patrimonio dell’Ente. Di fronte a una proposta che prevede “la ristrutturazione e la gestione del centro sportivo di via Buonarroti ”, cioè del pezzo forse più consistente del patrimonio pubblico della città, l’assenza del parere del Dirigente competente ci suona alquanto strano. Fatta questa puntualizzazione torniamo alle questioni di merito del Project Financing. Come dicevamo la proposta presentata ha come oggetto “ la ristrutturazione, l’adeguamento normativo e la gestione del centro sportivo di via Buonarroti ”, e prevede un investimento complessivo, IVA compresa, di 2.461.000 € di cui 1.616.000€ riferiti a lavori edili e il resto (845.000 € ) a copertura di una serie di costi professionali, di progettazione, di Direzione Lavori, di Sicurezza e di IVA.

In realtà, al di là dell’altisonante titolo che si è voluto dare al Project, la proposta di ristrutturazione del Centro sportivo è solo parziale perché comprende sostanzialmente la riqualificazione in sintetico del campo da calcio del vecchio stadio (350.000 € + IVA) e di quello a 9 con costruzione della relativa recinzione e tribunetta prefabbricata, (185.000€+IVA) nonché la trasformazione di un campo da tennis a campo polifunzionale (calcetto) coperto con tecnostruttura (142.000 €+ IVA).

Tutti gli altri interventi, citati all’inizio del mio intervento, riguardanti l’area rugby, il Palazzetto dello sport e ovviamente lo stadio Scirea sono esclusi da questo Project. Certo ci si potrà dire che non può essere un Project con queste finalità e di questa portata a dover sciogliere in un sol colpo tutti i nodi del centro sportivo, ma che comunque ciò che è stato proposto dall’operatore privato va pur sempre in quella direzione. Anzi è stato previsto qualcosa di più: la realizzazione di una nuova struttura capace di contenere una palestra per attività di free style, uno spazio polifunzionale e un centro cottura.
Bene.
Allora ci chiediamo anche: per fare posto a una nuova struttura capace di contenere questi impianti è proprio necessario prevedere l’abbattimento di un nostro impianto sportivo, non datato, come il bocciodromo? ( per inciso rammento che solo nel 2010 il Comune ha investito in questa struttura ben 215.000 € per il rifacimento della copertura e dei servizi igienici.). Dunque abbattimento del bocciodromo e poi, in sua sostituzione, la realizzazione di un altro, in forma però ridotta con due piste da gioco anziché le quattro attuali.

Ora qualcuno dei consiglieri potrà dire che l’impianto di free style rappresenta però una interessante e qualificante novità per il Centro Sportivo! A chi sostiene questa, pur legittima, novità ci sentiamo di rispondere che tale argomentazione ci sorprende parecchio perché non abbiamo mai sentito alcun collega, in Consiglio Comunale, parlare di questa esigenza. Per contro abbiamo sentito invece i colleghi sottolineare in più occasioni le necessità di dover intervenire sui campi da gioco, sul palazzetto e compagnia bella. Ciò ci induce a pensare che per questo Consiglio Comunale la novità proposta dall’operatore non rientra tra i bisogni prioritari dello sport cernuschese, che sono, come dicevamo, ben altri e che sono stati sottolineati in quest’aula più volte da quasi tutti voi.

Non va poi omesso di evidenziare che gli impianti inseriti nella struttura proposta, diversamente dagli altri del Centro Sportivo, sono ad uso esclusivo dell’operatore, liberi da qualsiasi vincolo con le società sportive o l’Amministrazione comunale ed è evidente che sono finalizzati più a recuperare risorse per ammortizzare l’investimento che l’operatore intenderebbe fare che non invece a rispondere a una reale esigenza sportiva della città.

Ci stupisce infine che, in un Project Financing che si vorrebbe far passare come qualcosa di innovativo capace di dare lustro alla città, non ci sia nulla che denoti attenzione al risparmio e alla sostenibilità energetica (fotovoltaico, geotermico, pompe di calore ad alta efficienza ecc). Proposte di questa natura avrebbero portato, da un lato, almeno un po’ di valore aggiunto al progetto e dall’altro a stabili risparmi di spesa.

Questi in sostanza le perplessità afferenti l’aspetto “investimenti”.

Ma anche riguardo l’aspetto “gestionale” dalla lettura dei documenti presentati, pur prendendo atto che al concessionario resteranno in capo le utenze nonché le manutenzioni ordinarie e straordinarie del Centro Sportivo, nascono più perplessità e riguardano:

1) la durata della concessione del Centro sportivo. Una durata di 30 anni appare decisamente anomala, per non dire unica, rispetto ad altre realtà similari a livello nazionale. Tra l’altro significherebbe vincolare ben 6 amministrazioni comunali ad uno stesso operatore. A noi pare un tantino esagerato!

2) l’entità del contributo comunale. Si parte con 396.500 €/anno IVA compresa. Valore definito sulla base storica delle utenze pagate dal Comune e sul valore attuale dell’appalto per la gestione del Centro. Detto contributo sarà poi indicizzato ogni due anni a partire dal quinto anno tanto che si arriverà con l’ultimo adeguamento, al 28 anno, a erogare al gestore oltre mezzo milione di euro. Sapete in 30 anni a quanto ammonta complessivamente il contributo che il Comune dovrà dare all’operatore privato ipotizzando che l’IVA in futuro non subirà aumenti? Ben 13.460.000 €. Una cifra rilevante, una cifra garantita, una cifra da cui è possibile trarre indubbi vantaggi. Ne cito uno. Pensate solamente se l’operatore dovesse ricorrere a un mutuo. Con una garanzia di oltre 13 milioni di euro in tasca sarebbero le banche ad andare dall’operatore con il cappello in mano e a colpi di sconti sui tassi proporsi come partner finanziatore.

3) l’affidamento parziale del Centro sportivo. Infatti la gestione che si intende affidare con questo Project non ricomprende gli impianti e le aree destinate al rugby e i campi da tennis, il che comporterà per il Comune dover predisporre un appalto per un altro contratto di gestione limitato a tali impianti.

4) il risparmio stimato per le casse comunali: 38.000 euro/anno IVA compresa è la previsione fatta dagli uffici di risparmio dei costi tra utenze e gestione prima e dopo gli interventi. Possiamo dire che si tratta di un risparmio annuale francamente risibile di fronte ad una concessione che si vorrebbe trentennale? Ma dico di più. Siamo di fronte al classico specchietto per le allodole in quanto il risparmio quantificato è, a nostro parere, sovrastimato perché nel computo fatto non si è tenuto conto dei minori costi delle utenze per gli interventi di riqualificazione ed efficientamento che il Comune ha già fatto e che farà nei prossimi mesi al Centro sportivo. E poi non si è tenuto sufficientemente conto del valore che la concessione dà all’operatore di poter sfruttare economicamente, a suo esclusivo uso, gli impianti sportivi presenti all’interno del Centro sportivo, ne si è dato alcun valore all’area, di proprietà comunale, dove si realizzerà la struttura di free style da dove l’operatore trarrà una esclusiva redditività. La sola quantificazione di queste due voci avrebbe l’effetto di consentire la diminuzione dell’entità del contributo comunale accordato.

Potremmo andare avanti ancora ma mi fermo qui per i limiti di tempo a disposizione avviandomi alle conclusioni.

Vivere Cernusco non è contraria per partito preso allo strumento del Project Financing o alle sinergie tra soggetto pubblico e privato, ne tanto meno, come si è ahimè cercato di far passare in questi mesi, coltiviamo chissà quale rancore o astio nei confronti della Società Enjoy e ci pare che la nostra propensione l’abbiamo dimostrata già in passato in occasione dell’affidamento del Centro natatorio. 

Piaccia o no il nostro ruolo di amministratori è però un altro e va prioritariamente in direzione dell’interesse pubblico che non sempre collima con l’interesse privato. Se lasciassimo per un attimo da parte le precostituite posizioni politiche e ci affidassimo all’onestà intellettuale di ciascuno di noi credo che alla fine concorderemmo nell’individuare che il vero obiettivo, di per sé legittimo, portato avanti dall’operatore privato attraverso lo strumento del Project, è quello di ottenere dall’Amministrazione comunale una lunghissima durata di gestione del centro sportivo da cui poter far discendere ricavi economici.

Attraverso questo intervento, con una serie di considerazioni, quello che abbiamo tentato di porre all’attenzione del Consiglio Comunale è la sproporzionata durata della concessione e l’abnorme contributo dato a fronte di una portata dell’investimento davvero ridotta che questo Project fa in merito alle reali esigenze del Centro Sportivo. Infatti se si escludono i costi per la demolizione e ricostruzione del bocciodromo e quelli per la realizzazione della struttura free style, l’investimento per quelle che sono identificate tra le necessità dello sport cernuschese, cioè la riqualificazione dei campi da calcio, si riduce a meno di 680.000 € oltre all’IVA

Ne vale davvero la pena?

Con un po’ di coraggio, tenendoci le mani libere, ci sarebbe ancora il tempo per sostenere autonomamente la riqualificazione dei campi da calcio utilizzando le risorse derivanti dagli avanzi di bilancio ovvero mediante l’accesso ad un mutuo assolutamente sostenibile per le casse comunali grazie ai continui saldi positivi dei ns. bilanci. E a quel punto, liberi da qualsiasi vincolo o condizionamento, potremmo mettere a bando la gestione di un Centro sportivo accresciuto di valore (riqualificazione stadio Scirea, campi da calcio, calcetto) definendone poi noi, inteso come Amministrazione, la durata della concessione e del relativo contributo.

Con un po’ più di risolutezza avremmo potuto tentare di percorrere da tempo questa strada e chissà magari ci saremmo convinti che forse ne valeva la pena e oggi avere quegli impianti sportivi già riqualificati senza perdere quasi due anni di tempo in un tira e molla tra Amministrazione comunale e operatore oltre al lungo e necessario iter tecnico/amministrativo in capo ai vari uffici.

Tra l’altro, in tutto ciò, la cosa ridicola è che nell’immaginario collettivo questa lungaggine decisionale è stata fatta ricadere sulle spalle di Vivere Cernusco, sulle rigidità ideologiche del suo gruppo dirigente, rigidità che, secondo parecchi detrattori, ci impediscono di cogliere appieno le opportunità che man mano si presentano a favore del bene pubblico.

Ci  spiace deludere chi la pensa così perché è invece vero l’esatto contrario. Le nostre ragioni e le nostre considerazioni in merito a questo Project erano state esplicitate per tempo.

Siamo sulla scena politico amministrativa della città da oltre 35 anni e credo che abbiamo sempre dimostrato, sia dai banchi di opposizione che da quelli di maggioranza, di saper affrontare i problemi e le opportunità senza preclusioni e con cognizione di causa, di saper prendere decisioni ponderate mettendoci sempre la faccia di fronte a chiunque, senza nasconderci dietro a nessuno e non cercando mai scuse pretestuose per eludere legittime risposte e aspettative.

E sarà così anche in questa occasione.

LA POSIZIONE DI VIVERE CERNUSCO RISPETTO ALLA RISTRUTTURAZIONE DEL CENTRO SPORTIVO DI VIA BUONARROTI

L’attenzione alle innovazioni della città nel rispetto dell’ambiente è sempre stata una caratteristica di Vivere Cernusco. Per questo, già dalla prima presentazione del project financing per la riqualificazione e gestione del centro sportivo di Via Buonarroti, ci siamo adoperati per una profonda verifica.
Nonostante dalla prima presentazione all’ultima redazione del progetto ci siano state alcune variazioni, grazie anche al lavoro degli uffici comunali, non riteniamo siano state del tutto risolte le criticità da noi evidenziate da tempo . Questo il motivo che ha portato all'astensione del nostro gruppo consiliare al momento della votazione.

Vivere Cernusco non è contraria allo strumento del Project Financing o alle sinergie tra soggetto pubblico e privato, come è stato chiaramente dimostrato in passato in occasione dell’affidamento del Centro natatorio. Con gli interventi fatti in Consiglio Comunale (leggi l'intervento di Giordano Marchetti e quello di Gianni Cervellera) abbiamo posto l’attenzione sui contenuti del Project sui quali abbiamo rilevato le maggiori criticità: il previsto investimento, la durata della concessione e i costi che il Comune sosterrà. Riconoscendo l’utilità degli interventi sui campi da calcio e relative strutture, abbiamo anche ipotizzato la possibilità di percorrere una strada alternativa a quella presentata per rispondere ai bisogni delle società sportive con impianti di qualità: l’investimento già deciso da questa maggioranza sullo stadio Scirea lo sta a dimostrare.

Questi i punti nevralgici:
  • La durata della concessione del Centro sportivo. Una durata di 30 anni appare decisamente anomala, per non dire unica, rispetto ad altre realtà similari a livello nazionale. Significa vincolare ben 6 amministrazioni comunali ad uno stesso operatore. L’entità del contributo che il Comune verserà all’operatore. Si parte con 396.500 €/anno IVA compresa - definiti sulla base storica delle utenze pagate dal Comune e sul valore attuale dell’appalto per la gestione del Centro. Detto contributo con l’ultimo adeguamento ISTAT salirà a oltre 500.000 €. 
  • L’affidamento solo parziale del Centro sportivo. La gestione che si intende affidare con questo Project non comprende gli impianti e le aree destinate al rugby e i campi da tennis, il che comporterà per il Comune dover predisporre altri appalti per la gestione di tali impianti (con altri costi). 
  • Il risparmio stimato per le casse comunali: 38.000 euro/anno IVA compresa è la previsione di risparmio dei costi a carico del Comune prima e dopo gli interventi. Possiamo dire che si tratta di un risparmio annuale francamente risibile a fronte di una concessione trentennale. 
  • Nel Project Financing, infine, non c'è nulla che denoti attenzione al risparmio energetico
Vogliamo però dire in maniera chiara che non vi è alcuna volontà di mettere in discussione il cammino della coalizione con cui si è condiviso un programma amministrativo ben più ampio di quello ristretto entro i confini di questa proposta.

 A project approvato, la nostra astensione diventa un segnale di attenzione per tutti i passaggi successivi, dalla costruzione del bando, alla realizzazione degli impianti e, ultimo ma non meno importante, il controllo che negli anni seguenti l’amministrazione comunale dovrà esercitare.

mercoledì 31 ottobre 2018

PIANO DIRITTO ALLO STUDIO ANNO SCOLASTICO 2018-2019 - intervento di Chiara Beniamino


Intervento della consigliera Chiara Beniamino
In un momento storico delicato e surreale quale quello in cui stiamo vivendo oggi, questo piano di diritto allo studio va’ in controtendenza e me ne compiaccio molto. I fatti di qualche settimana fa ci hanno mostrato una scuola piegata a leggi sempre più esclusive, che mettono davanti al diritto d’istruzione la provenienza, i redditi familiari e la diversità dei bambini.
Le misure invece qui proposte e a cui siamo chiamati a votare stasera, vanno nella direzione dell’inclusione e del benessere degli studenti, ed è questa la scuola cui auspico per i nostri bambini, che poi saranno gli adulti del domani che ci amministreranno: una scuola per tutti e di tutti, capace di includere la così detta e tanto temuta diversità, qualunque essa sia, dalla disabilità alla provenienza geografica. Lo sportello dedicato ai disturbi specifici dell’apprendimento per genitori, studenti e insegnanti è un esempio di ciò, come anche il progetto di prevenzione alla violenza sulle donne, al bullismo e l’incremento della mediazione linguistico- culturale per gli alunni neo arrivati in Italia.
In merito a ciò mi sento di aggiungere che per ottenere un’integrazione che vada oltre i confini della scuola sarebbe interessante provare a mettere in rete sul territorio esperienze quali lo sportello dedicato ai disturbi specifici dell’apprendimento per cercare di offrire alle famiglie un punto di riferimento anche fuori dall’ambiente scolastico che li supporti nel lavoro che i genitori possono svolgere a casa coi loro figli e anche per coinvolgere quelle realtà che già collaborano con le scuole e che affiancano i ragazzi nello svolgimento dei compiti con gli strumenti compensativi di cui necessitano, quali i servizi Variopinto, CAG friends, ma anche la stessa UONPIA che emette le diagnosi e altre realtà private.
Citando questi servizi presenti sul nostro territorio che da anni si occupano di integrazione e proseguendo nell’analisi del piano di diritto allo studio, mi sento di fare un’osservazione alla possibile nuova ubicazione del servizio CAG Friends rivolto agli studenti della scuola secondaria di primo grado: come qualcuno sa, il servizio nasce storicamente unito all’altro servizio simile ma rivolto a studenti della scuola primaria, ovvero il Variopinto e anche al vecchio e ormai non più esistente sportello di assistenza per stranieri.... La continuità dei servizi è molto importante per gli alunni stessi, per le loro famiglie ma anche per le scuole e per gli insegnanti, che trovano in questi servizi dei punti di riferimento territoriali per la crescita dei ragazzi, dei punti di riferimento extra scolastici ma con forte collegamento alla scuola. Questa continuità tra i due servizi è garantita dalla professionalità degli operatori che vi operano, anche se assunti da datori di lavoro diversi e nonostante lo spostamento del servizio Variopinto dalla parrocchia alla struttura della Filanda; alla luce della prossima riprogettazione sia del servizio CAG che dell’offerta dei servizi della Filanda, sarebbe opportuno ottimizzare e facilitare questa continuità spostando il Cag Friends nel medesimo luogo in cui si svolge il Variopinto.
Continuando poi nell’analisi dei progetti presentati, è apprezzabile che in tutto il documento sia presente un taglio educativo delle proposte messe a disposizione dall’amministrazione comunale alla scuola: è sicuramente un valore aggiunto che apre nuovi scenari possibili nella scuola, non più vista solo ed esclusivamente come luogo di istruzione ma anche come luogo di educazione in cui gli studenti possono fare esperienze significative nel percorso della loro crescita e in cui le famiglie possono sentirsi supportate nel loro importante ruolo di genitori. Lo si evince dalle scelte messe in campo in tutte le diverse fasce di età cui questo piano di diritto allo studio si rivolge: ne sono esempio l’apertura del nuovo nido e l’adesione a “nidi gratis” che sollevano le famiglie dal carico di cura e favoriscono il rientro nel mondo del lavoro alle donne; il consiglio comunale dei ragazzi che fa loro sperimentare la consapevolezza di essere attori della propria comunità e che aiuta a formare i futuri amministratori della nostra città.
Inoltre tutti i progetti di sensibilizzazione ai problemi di disturbi alimentari, alle dipendenze, alle violenze di genere, al bullismo, come anche il progetto di educazione musicale, alimentare ed ambientale, sono tutti progetti che mirano a sviluppare l’intelligenza emotiva dei nostri ragazzi, che contribuiscono a creare in loro una personalità coerente attraverso modalità didattiche stimolanti e alternative alla lezione frontale che istruiscono ed educano mediante possibili e diversi canali.
Per concludere, sicuramente questi sono anni di cambiamento e ampliamento per le scuole e gli istituti scolatici di Cernusco, ma se dal punto di vista della struttura degli edifici molto ancora resta da fare e da affinare, dal lato della progettazione ed implementazione dei possibili interventi a sostegno delle politiche educative, invece, ritengo che si sia lavorato bene e che la direzione intrapresa garantisca una proposta educativa/scolastica di alto livello e di qualità.
Da ultimo, una provocazione, come diceva il professor Umberto Galimberti settimana scorsa al convegno sull’educazione emozionale “la scuola oggi pensa troppo a dotarsi di lavagne elettroniche e altre strumentazioni tecnologiche, quando invece dovrebbe essere strapiena di letteratura e romanzi che permettono di definire le proprie emozioni immedesimandosi nella vita degli altri. il razzismo nasce proprio dall’incapacità di riconoscersi nell’altro, e su questo dobbiamo intervenire oggi più che mai”.

PIANO DIRITTO ALLO STUDIO ANNO SCOLASTICO 2018-2019 - intervento di Giordano Marchetti


Intervento del consigliere Giordano Marchetti
Sgombro subito il campo dichiarando il pieno apprezzamento per un Piano per il Diritto allo Studio che, come già in passato, rappresenta uno degli aspetti più qualificanti dell’azione di governo di questa maggioranza. Innanzi tutto la condivisione sulle scelte di fondo che stanno alla base della sua predisposizione e cioè: quella di aver mantenuto un proprio forte impegno finanziario a sostegno del settore educativo ( quasi 3.500.000 ! ); quella di aver pensato e pianificato interventi sempre più mirati ed efficaci per l’inclusione ed il benessere scolastico a favore di studenti con disabilità implementando, rispetto al passato, le risorse necessarie per consentire l’attuazione di quegli interventi e, poi, quello, novità assoluta, della collegialità nella definizione del Piano di Diritto allo Studio attraverso il fattivo coinvolgimento e condivisione di più assessorati nella predisposizione dei progetti educativi.
Le Amministrazioni di centro sinistra di questo Comune, dunque, continuano ad avere come mission strategica del loro operato la scuola perché si crede al ruolo fondamentale che la stessa riveste nella formazione dei ns. piccoli cittadini: ne sono la prova, oltre alla recente attuazione del Polo Scolastico di via Lazzati, il completamento di ulteriori 3 aule alla scuola dell’infanzia, l’istituzione della nuova sezione di scuola dell’infanzia portando così a 12 sezioni il comprensivo Margherita Hack tra l’altro senza ridurre sezioni in don Milani ( devo dire un’operazione quest’ultima quasi da mission impossible portata a compimento ritengo grazie alle alle capacità relazionali dell’Assessore) e, sempre in quel Polo l’apertura di un nuovo asilo nido comunale suddiviso in due sezioni (6-12 mesi) e (12-36 mesi) consentendo l’accoglienza di 30 bambini.
E poi i continui interventi di riqualificazione delle strutture scolastiche esistenti per manutenzioni straordinarie, e non, con un investimento, per quest’anno, stimato di ben 1.130.000 ! così da garantire una sempre maggiore qualità e sicurezza delle strutture in cui i nostri ragazzi passano gran parte delle loro giornate. Su questo tema una citazione doverosa riguarda la scuola di via Manzoni dove, oltre al rifacimento completo dei bagni, è stato già pianificato con il DUP lo spostamento della mensa dallo scantinato al piano terra dell’edificio e la realizzazione di nuovi laboratori con un investimento stimato in 350.000 !
Che dire poi delle spese correnti allocate nell’insieme del sistema scuola cernuschese: tanto per citarne alcune - riscaldamento, luce, telefono, acqua - (950.000 !), trasporto pubblico dedicato per gli alunni senza alcuna esclusione ( mi riferisco agli alunni con disabilità (86.000 !), interventi di assistenza educativa specialistica per consentire l’integrazione di 115 alunni disabili nelle scuole infanzia-primarie-secondarie di primo grado (un servizio dove vengono dedicate risorse per 551.000 !) a cui vanno aggiunti altri 175.000 ! per l’attuazione del servizio di assistenza educativa anche agli alunni disabili frequentanti le scuole superiori, e poi il consolidamento dei servizi pre e post scuola, (tanto per continuare a citare numeri: quasi 300 alunni iscritti al pre scuola primaria e 85 al post scuola primaria raddoppiando, in quest’ultimo caso, gli iscritti rispetto a quelli dell’anno prima, 214 sono invece quelli al post scuola dell’infanzia pari ad un + 23%).
Andando incontro alle esigenze delle famiglie vedo che è stata decisa l’aggiunta di una settimana al servizio del centro estivo. Questa scelta ha determinato l’ incremento del 35% degli iscritti segno che l’offerta e il servizio reso sono apprezzati. I contributi per 176 mila euro finalizzati all’ampliamento dell’offerta formativa ed educativa (32.300 euro in più rispetto al piano 2017/2018 senza tenere in considerazione gli interventi pianificati a favore dei ragazzi disabili).
Fatto questo breve escursus per delineare le finalità, gli obiettivi e le risorse impegnate in questo Piano di diritto allo Studio vorrei porre l’accento su alcuni degli aspetti per me più qualificanti:

Il dimensionamento della rete scolastica: l’avvio del nuovo polo scolastico di via Lazzati con l’apertura della scuola dell’infanzia e della primaria ha consentito di ridurre la pressione della popolazione scolastica sulle altre strutture garantendo, contestualmente, una più razionale distribuzione territoriale degli utenti scolastici su più edifici. Partendo da questa evoluzione concordo appieno con le intenzioni dall’Assessore Acampora di avviare un percorso che, coinvolgendo le diverse istituzioni scolastiche, abbia come obiettivo nel prossimo triennio, sulla base anche della realizzazione della scuola media in via Lazzati, la riorganizzazione della rete delle scuole statali attraverso l’istituzione di tre Istituti Comprensivi invece dei due attuali. Per la popolazione studentesca che abbiamo oggi (3445 alunni) il mantenimento di due Istituti Comprensivi così sovraccarichi rendono la loro gestione complessa e difficoltosa e la cartina di tornasole è ben impressa se guardiamo la girandola continua dei Dirigenti scolastici che, di volta in volta, arrivano ma appena possono se ne vanno in altri lidi più gestibili. La creazione del terzo Istituto Comprensivo avrebbe perciò l’effetto di ridistribuire in maniera equa gli studenti e gli organici garantendo quell' appeal gestionale che oggi manca.

Interventi per l’inclusione e il benessere scolastico
Ancora una volta il nostro Comune si distingue per un impegno concreto e consistente per l’integrazione degli alunni disabili frequentanti le scuole di infanzia, primaria e medie del nostro territorio. Al fine di accogliere tutte le richieste pervenute (115) e garantire a tutti un servizio di assistenza educativa specialistica, l’Assessore ha definito per l’anno scolastico in corso un monte ore di assistenza educativa pari a 28565 ore/annue contro le 24600 dell’anno scorso e le 19500 dell’anno prima ancora. Per coprire questo sostanziale incremento di ore credo che l’Assessore abbia dovuto fare i salti mortali per reperire le risorse necessarie ad incrementare il fondo dedicato a questi interventi portandolo a ben 551.300 ! ( che significa ben 65.000! in più rispetto all’anno scorso e 170.000! dell’anno prima). A questo va poi aggiunto l’intervento di inclusione dei 28 alunni disabili delle scuole superiori con una spesa di 175.000 !. Se uno degli slogan più citati, con vanto, da questa amministrazione è “noi non lasciamo indietro nessuno” con i numeri che ho appena riassunto credo si possa affermare che si sia concretizzato il passaggio “dalle parole ai fatti” .
Mi fermo qui, scusandomi con i colleghi se, come già in altre occasioni, li obbligo a sopportare interventi pieni di cifre e dati. Capisco che possono sembrare a volte logorroici ma io ritengo che sia invece un modo, ovviamente non l’unico, per capire il peso che si vuole dare alle cose che si intendono perseguire.
Quello che voglio dire è che se si declinano degli obiettivi bisogna poi capire se questi hanno effettivamente le gambe per potersi concretizzare, se cioè sono stati appostati i necessari stanziamenti economici, se c’è stata condivisione e adesione alle proposte e così via. E i numeri servono proprio a questo: capire se si è stati coinvolti per partecipare a un banchetto di nozze oppure a una tavola imbandita di fichi secchi. Nel ns. caso ringrazio di essere stato invitato a un banchetto di nozze!

venerdì 5 ottobre 2018

Intervento di Giordano Marchetti rispetto all'approvazione del Documento Unico di Programmazione

Accolgo con piacere come sia diventata ormai prassi consolidata la presentazione del Documento Unico di Programmazione, con già inserite in modo dettagliato le indicazioni economiche relative al bilancio previsionale del triennio, entro la scadenza del 31 dicembre. In tal modo si consente alla Amministrazione ed agli Uffici di poter partire per tempo ad amministrare, programmare, pianificare e gestire la città, in primis per l’anno 2019, avendo però lo sguardo attento e lungo rivolto al 2021....

Quello che vorrei invece esprimere è il giudizio politico riguardante la manovra economica e pianificatoria ipotizzata dalla Amministrazione sulla base della quantità e modalità di reperimento delle risorse, sulla base della quantità e modalità di spesa delle risorse disponibili.....

Partirei con le entrate correnti. Per tutto il triennio ho visto che verranno mantenute inalterate le aliquote attuali riguardanti la TASI, l’IMU e l’Addizionale IRPEF con la soglia di esenzione a 15.000 € il che significa non far pagare questo tributo a circa 6600 contribuenti rinunciando consapevolmente ad un introito per le casse comunali di oltre 350.000€. Queste scelte sono significative perché rappresentano ancora una volta l’attenzione che questa Amministrazione ha nei confronti dei suoi cittadini ed in particolare delle fasce più deboli. Anche la tariffa sui rifiuti, trattandosi di un tributo destinato a coprire i costi complessivi del servizio, consente, grazie alla scelta fatta a suo tempo di introdurre l’equo sacco, un risparmio sia per le famiglie che per le imprese. Al risparmio economico va aggiunto l’incremento significativo delle frazioni riciclabili il che sta a significare come la scelta dell’equo sacco sia stata, nel suo insieme, accolta e condivisa favorevolmente dai cittadini.

L’equilibrio di bilancio: ho visto che i saldi degli anni 2019, 2020 e 2021 risultano positivi ( 5,423 milioni di euro nel 2019, 1,574 milioni nel 2020 e 2,700 milioni nel 2012). Questo significa darci la possibilità di poter applicare un avanzo di amministrazione al bilancio o poter assumere, in caso di necessità, mutui in aggiunta a quello di 4.500.000 € già previsto per l’anno 2020 per la realizzazione della scuola media a completamento del nuovo polo scolastico.

Riguardo alle spese per investimenti sui beni demaniali e patrimoniali le cifre allocate sono rilevanti (15 milioni nel 2019, 11 milioni nel 2020 e 7 milioni nel 2021 per complessivi 33 milioni). Non so quanti comuni della ns. dimensione possono vantare simili disponibilità economiche. Queste risorse ci consentiranno di indirizzare importanti interventi di manutenzione verso le case comunali, verso gli edifici scolastici ed in particolare alla scuola di via Manzoni dove è stato pianificato lo spostamento della mensa dallo scantinato dell’edificio al piano terra e la realizzazione di nuovi laboratori. Risorse che ci consentiranno di fare anche investimenti nei centri sportivi in particolare quello di via Buonarroti con il rifacimento delle tribune e gli spogliatoi dello Stadio Scirea, lo sviluppo di nuove strutture a beneficio del rugby, la riqualificazione degli impianti del tennis.

Riqualificazione dei parchi cittadini con in testa il Parco Trabattoni, interventi di riqualificazione delle strade, in primis via Adua con la realizzazione della pista ciclopedonale, un filare piantumato e nuovi marciapiedi. Sono previste le riqualificazione di alcune importanti piazze cittadine. Il primo intervento riguarderà piazza Schuster dove c’è la chiesa del Divin Pianto. (un inciso 1/5 circa della piazza è di proprietà della Parrocchia. Signor Sindaco, l’ho già detto in Commissione lo ripeto oggi: do per scontato che la stessa dovrà contribuire pro quota all’intervento di riqualificazione previsto). Le altre piazze coinvolte nella riqualificazione programmata sono poi Piazza Unità d’Italia e a seguire Piazza Matteotti. In questo caso, a mio modesto parere, sarebbe stato forse più opportuno invertire la tempistica tra queste due piazze. Ma forse ci sono ragioni tecniche al riguardo che mi sfuggono. Confido di ottenere una risposta motivata.

Un argomento che mi sta particolarmente a cuore riguarda l’assegnazione in locazione delle aree verdi, acquisite a patrimonio pubblico a seguito di convenzioni urbanistiche, ad imprenditori agricoli locali sgravando così il Comune degli oneri manutentivi di dette aree. Bene quindi la volontà di proseguire su questa strada.

Sul fronte della sicurezza ho letto che vi è l’impegno della polizia locale a migliorare gli standard di sicurezza della circolazione stradale. Sul tema ho già avuto modo di dirle sig. Sindaco che andrebbero fatti però dalla Polizia Locale più controlli mirati nel centro abitato della città e in periferia. Un esempio:Viale Assunta è diventato una pista dove ci si sente liberi di scorrazzare con moto e motorini a tutta velocità, generando un rumore assordante, nella convinzione che tanto nessuno interverrà. Nella fattispecie potrebbe forse funzionare da deterrente il vecchio motto “colpirne uno per educarne 100”. Pensiamoci!

Anche sul controllo del decoro urbano vale, a mio parere, la stessa correlazione impegni/fatti...Vorrei vedere, e con me i cittadini, risultati concreti, quantificabili e soprattutto pubblicizzati nei modi che Lei riterrà più efficaci circa il corretto conferimento dei rifiuti, la verifica degli obblighi previsti per i possessori di cani (registrazione, guinzaglio, sacchetti raccolta escrementi), la rimozione coatta delle biciclette non più utilizzabili e di quelle parcheggiate in modo selvaggio fuori dagli spazi, anche per evitare che i tanti cartelli posizionati in bella vista circa il divieto di sosta e conseguente rimozione delle stesse si riducano a semplici grida manzoniane.

Sulle attività culturali vedo con piacere che l’obiettivo del triennio è di caratterizzare il Comune di Cernusco come polo culturale, stabile e riconosciuto, in Martesana e a livello regionale. Ma non solo c’è la volontà di incrementare la promozione turistica della ns. città per valorizzare al meglio i suoi beni. Se questo vuole essere un obiettivo importante dell’Amministrazione, come ritengo debba essere, e che ovviamente condivido in pieno, con la stesura del bilancio mi aspetto conseguentemente l’appostamento di adeguate risorse. Questo per dirle in maniera esplicita che le nozze con i fichi secchi non si fanno!

Politiche sociali e famiglia: oltre 7.000.000€ impegnati nel triennio a finanziare l’attività a sostegno dell’infanzia, dei minori con al centro il modello innovativo costituito dal nuovo condominio solidale, e degli asili nido. Quasi 4.000.000€ destinati alle politiche per le persone disabili. Oltre 1.000.000€ destinati invece alle politiche per gli anziani, politiche che spaziano dal centro sociale, all’assistenza domiciliare compreso la consegna dei pasti, al contributo per il ricovero, al centro diurno integrato. Oltre 1.000.000€ viene destinato a interventi per soggetti a rischio di esclusione sociale così da consentire inserimenti lavorativi protetti, l’housing sociale, le politiche di accoglienza profughi. Insomma stiamo parlando di impegni di spesa consistenti che denotano l’attenzione particolare che l’amministrazione riversa su questo delicato settore. E di tutto ciò non posso che rallegrarmene ed esserne compiaciuto. Però anche qui sig. Sindaco una pecca c’è e gliela voglio sottolineare perché ritengo che vada quanto prima sanata.

Comunicazione. Di fronte ad una mole tanto consistente di servizi ben pianificati, progettati e attuati nonché alla quantità delle risorse messe in gioco (se facciamo i conti stiamo parlando di una quindicina di milioni di euro) i cittadini non sanno nulla o al più sanno qualcosa solamente perché magari sono stati fruitori proprio di uno specifico servizio. Così non può andare bene. In città manca la percezione di quanto viene fatto per offrire una così ampia varietà di servizi di qualità. Pertanto l’invito che Le faccio è: trovi i modi e gli strumenti più efficaci per comunicare e pubblicizzare tutto ciò alla città partendo magari da quello meno impegnativo e tradizionalmente più riconosciuto dalla stragrande maggioranza dei cittadini: l’informatore comunale.

venerdì 27 aprile 2018

In ricordo di Angelo Spinelli - 5 maggio - Serata musicale

Sabato 5 maggio avremo la fortuna di avere con noi il gruppo musicale "TEKA P"...(vedi allegato).
Sarà un evento con tanta e buona musica ma anche la serata per ricordare ANGELO e sostenere un progetto di solidarietà.
I TEKA P sono una band milanese, da tempo continuatori, nella novità, della tradizione musicale di Jannacci, Svampa, Gaber, Cochi e Renato. Anche ora, nella nuova veste che alterna brani in dialetto ad altri in italiano, la band sa offrire uno spettacolo originale e coinvolgente, divertente ed elegante ad un tempo. I TEKA P sono nati nel 2000 e in più di quindici anni di concerti e di attività in studio hanno collezionato premi - Festival Nazionale della Canzone Dialettale (2003), Mantova Musica Festival (2006), MEI-Suoni di confine (2008), La Musica e l’Artista (2009) – e prodotto cinque album: CARAGNA NO (2005), PAN E LARSEN (2008), A RAMENGO (2012), PER FARE CERTE COSE… (2013) e QUATER MALNATT (2015).

giovedì 5 aprile 2018

giovedì 15 marzo 2018

Una festa cittadina ricca di cultura: a Cernusco musica, arte e storia nelle iniziative della fiera di San Giuseppe 2018

Sono davvero numerosi gli appuntamenti culturali in questo S. Giuseppe 2018, a partire dalla serata di consegna delle Benemerenze Civiche "Il Gelso d'oro", giovedì 15 marzo, che vedrà sul palco del teatro Agorà le orchestre giovanili "I Musici" e "Sistema" che apriranno la serata con brani di Haydn, Boccherini e Schostakovich, mentre il maestro Gaspare Raule, in chiusura, eseguirà due Capricci di Paganini. I premiati di quest'anno sono Massimo Recalcati, La Nuova Cooperativa Agricola Cernuschese, Nello Canducci, Sara Tricella (alla memoria), esempi cittadini di impegno e di eccellenza in campo culturale, economico e sociale.
Sabato 17 marzo aprirà alla cittadinanza la Cappella Gentilizia di Villa Alari, al termine dei lavori di restauro. Visite guidate dalle 9.30 alle 11.30 del mattino e dalle 15.30 alle 18.00 del pomeriggio permetteranno di conoscere questo piccolo gioiello settecentesco: al mattino saranno direttamente il Sindaco Zacchetti, l'Assessore alla Cultura Mariani e il consigliere incaricato Cervellera a fare da Ciceroni, mentre il pomeriggio si avvicenderanno in questo ruolo alcuni esponenti del mondo culturale cernuschese. 
Al termine di ogni visita è previsto un intermezzo musicale: durante la mattinata si esibirà il trio di fiati Scherer con il maestro Rocco Carbonara che, su strumenti storici, eseguirà arie mozartiane dal "Don Giovanni" e da "Le nozze di Figaro", al pomeriggio invece musiche di Vivaldi eseguite al violino da Giulia Raule.
Domenica 18 marzo, dalle 9.30 al mattino e dalle 14.30 nel pomeriggio, saranno gli studenti della quinta classico dell'ITSOS a fare da Ciceroni nelle visite guidate alla Cappella, mentre docenti e studenti della Scuola Civica di Musica si alterneranno per gli intermezzi musicali: duo di flauti al mattino, flauto e chitarra al pomeriggio.
Ma la festa cittadina non si concluderà domenica 18 marzo.
Altre iniziative culturali ci aspettano per tutta la settimana seguente: la sera di mercoledì 21, nella sala consiliare di Villa Greppi, convegno sui lavori di restauro di Villa Alari e sui progetti futuri; la sera di venerdì 23, sempre in Villa Greppi, presentazione del libro di Silvio Mandelli "Vico Viganò da Cernusco", dedicato all'artista cernuschese, tra i più rinomati incisori acquafortisti del '900, conosciuto anche come progettista del mai realizzato campanile-torre civica del Duomo di Milano.
Infine domenica 25, dalle ore 15.30, nella Cappella Gentilizia di Villa Alari, "Mozartiamo", musiche settecentesche da "Il flauto magico" di Mozart eseguite da Daniele Cassamagnaghi e Solange Marchignoli. Le visite guidate alla Cappella Gentilizia di Villa Alari e i concerti di "Mozartiamo" sono a ingresso libero con prenotazione obbligatoria presso InfoURP 02.927844, fino a esaurimento posti disponibili.

mercoledì 28 febbraio 2018

Sabati bio: VIVERE LA NOSTRA TERRA NEL RISPETTO DELL’AMBIENTE

Perché questa iniziativa? Non si tratta di una novità: siamo stati i primi a proporla, già una decina d’anni fa; il nostro gruppo è stato precursore di un modo di intendere la qualità di vita nella nostra città basato anche sul suo modo di produrre, consumare e nutrirsi in modo sano, consapevole e rispettuso dell’ambiente.
Il mercato biologico organizzato da VIVERE Cernusco è quindi parte della sua storia e di quella della città.
In un periodo nel quale si stanno sempre più consolidando i principi del cibo sano e della filiera corta e certificata del prodotto, questi SABATI BIO saranno l’occasione per i nostri concittadini di conoscere e apprezzare i prodotti biologici di diverse aziende che da anni operano in varie aree e settori della Lombardia. Tra di esse ci saranno anche aziende agricole, nelle quali alcuni dei giovani di VIVERE Cernusco stanno maturando un’importante esperienza professionale e di vita, dando continuità a queste storiche aziende di Cernusco, nel segno di un valore, il rispetto del nostro territorio e dell’ambiente, che da più di 30 anni rappresenta uno dei cardini dell’azione politica di VIVERE Cernusco.

Aziende presenti:



Diversità biologica e culturale degli esseri umani - di Chiara Beniamino

Durante l'ultimo Consiglio Comunale si è votato la mozione sul rispetto dei valori della costituzione repubblicana antifascista. Ecco l'intervento della consigliera di VIVERE Cernusco Chiara Beniamino.

Buona sera a tutti,
il tema proposto per la deliberazione del consiglio comunale di stasera, richiama in me i valori e i fondamenti propri della costituzione repubblicana e antifascista citati e riportati nel documento in questione, ma ci tengo ad evidenziare come il fenomeno dell'emergere dei movimenti e delle culture legate alla tradizione del fascismo storico in Italia, sia in rapporto con il fenomeno migratorio e con il sistema di attuale accoglienza. Tali fenomeni non sono solo fenomeni italiani, bensì si possono inscrivere in una più ampia tendenza europea purtroppo. Inoltre, la politicizzazione del fenomeno migratorio e la gestione emergenziale con cui è strutturato il sistema di accoglienza in Italia, promuovono l'emergere di una tipologia sottile di conflitto e di violenza. La globalizzazione economica e le trasformazioni sociali che questi fenomeni portano con sé sono al centro di questa relazione tra ri-nascita di movimenti fascisti e movimenti migratori, dove il conflitto e la violenza sono purtroppo espressione di una transizione in corso nei processi di identificazione delle persone, tutte, stranieri e non.
Mi preme quindi condividere con voi e sottoscrivere in pieno il documento unitario di condanna degli antropologi redatto dall’associazione nazionale proprio in questi giorni, che riporta quanto segue:
“Per noi antropologi c’è un dato di fatto, che è una qualità e una ricchezza imprescindibile e degna di essere indagata: la diversità biologica e culturale degli esseri umani. Essa attraversa i gruppi e differenzia gli individui al loro interno. Grazie a tale multiforme diversità, la nostra specie, l’Homo sapiens, è riuscita ad adattarsi e a prosperare in ambienti molto differenti e ad alimentare quella creatività che caratterizza gli esseri umani in quanto esseri sociali.
Gli individui, con i loro geni e le loro istanze culturali, si sono incontrati e confrontati fin dalle nostre origini, dando vita a forme di umanità plurali, diversificate, in continua evoluzione e trasformazione. Nulla di più errato, quindi, che pensare l’umanità reificata in gruppi dati una volta per tutte; insiemi irrigiditi e incapaci di sviluppare forme di convivenza, scambio e condivisione.
Ma qual è la reale entità e il significato della diversità? Studiandola, si è capito che le differenze genetiche tra gli individui sono in realtà molto meno pronunciate e strutturate di quanto si possa percepire guardando semplicemente al colore della loro pelle, alle diverse abitudini e abilità o ascoltando le loro lingue. Così come, non vi sono basi ereditarie che giustificano l’esistenza di “gerarchie sociali” basate su supposte ineguaglianze cognitive o comportamentali tra gruppi umani. Al contempo, le diversità culturali rimandano a una selva di somiglianze piuttosto che a una tragica serie di muri e barriere.
Gli antropologi, ed io con essi, condannano, pertanto, qualsiasi uso strumentale di categorie che sono al tempo stesso prive di fondatezza dal punto di vista genetico e potenzialmente discriminatorie, quali le “razze umane” o le “culture” intese come unità definite e rigide, sia nel discorso scientifico, che in quello pubblico, politico e anche nelle pratiche sociali”.

Oltre la condanna - di Gianni Cervellera

Durante l'ultimo Consiglio Comunale si è votato la mozione sul rispetto dei valori della costituzione repubblicana antifascista. Ecco l'intervento del consigliere di VIVERE Cernusco Gianni Cervellera.

Oltre la condanna
È chiara e ferma la condivisione della condanna di atteggiamenti e rigurgiti fascisti e neofascisti in contrasto con la nostra Costituzione e per contro il plauso all’ordine del giorno ora presentato: nell’emergenza vanno utilizzate misure di emergenza. Ma l’occasione è ghiotta per una riflessione più ampia. Pertanto, vorrei porre l’accento su alcuni aspetti culturali che rendono fragile la convivenza democratica. Noi oggi, possiamo affermare che la democrazia è la forma più alta di governo che conosciamo, eppure essa non è esente da ambiguità, manipolazioni, operazioni strumentali che senza alcun rispetto per la dignità delle persone sfruttano, a vantaggio di pochi, beni pubblici e risorse destinate al più largo utilizzo. Se l’uso privato di beni è posto al vertice e in forma assoluta, l’attenzione al bene pubblico diventa risibile.

E restando nel campo delle idee, se per decenni abbiamo affermato che ogni idea è giusta, ogni parere è accettabile (sempre accettabili sono le persone non esattamente le idee) in una sorta di soggettivismo esasperato che non tiene conto della vera dignità delle persone in quanto tali e dei cittadini come parte di una comunità, è evidente che poi ci ritroviamo a dover ammettere che ogni idea è legittima. La democrazia senza una chiara visione antropologica di che cosa è la persona, di quali sono i suoi diritti e le prerogative del cittadino, è destinata a finire in un “blob” indistinto. Quando ogni desiderio viene preteso a diritto non c’è più alcuno spazio per la crescita democratica e le reclamate immunità personali o di ceto sono contrarie alla comunità. Altresì è tempo di smettere di concedere per favore ciò che va dato per giustizia.

C’è da porre attenzione, quindi, a tutte quelle forme subdole di interesse personale, privatistico e/o collettivo, incapaci di integrare e di accettare la diversità. Alla stessa stregua sono da classificare in negativo modelli di integralismo ideologico e relativismi senza alcun riferimento etico.

Abbiamo eliminato dalle scuole l’educazione civica, rinunciando spesso a qualsiasi forma di educazione sociale.

Sono convinto che le recenti manifestazioni di neofascismo non sorgano come proteste del disagio di fasce deboli della popolazione ma probabilmente sono architettate da cittadini benestanti che possono permettersi anche forme esteriori come segni distinguibili di appartenenza, e nasce il sospetto anche di contiguità con strutture di malavita organizzata, che sfruttano il disagio socio-economico per conquistare popolarità. Ma lo sfruttamento del disagio sociale può non essere solo a destra. Bisogna avere più rispetto dei poveri, dei disoccupati, dei disagiati. È un gioco da incoscienti (qui ci stava meglio un’altra parola che non uso per rispetto istituzionale) sfruttare le miserie.

Se non è possibile pensare di far giungere a più miti manifestazioni gli ultra convinti, è possibile sostenere quei cittadini che cadrebbero facili vittime di ideologie distruttive.

Credo che nessuno si debba sentire escluso dal porre più seriamente attenzione a non ridurre la convivenza democratica ad una sorta di farsa. Che non farebbe neppure ridere.

Gianni Cervellera

Costituzione, antifascismo e democrazia - di Giordano Marchetti

Durante l'ultimo Consiglio Comunale si è votato la mozione sul rispetto dei valori della costituzione repubblicana antifascista. Ecco l'intervento del capogruppo di VIVERE Cernusco Giordano Marchetti.

Comincerei il mio intervento declinando e mettendo in risalto alcuni concetti insiti nella Costituzione per poi far discendere un ragionamento sulla democrazia e il ruolo che stanno ritagliandosi nella nostra società i gruppi neofascisti.
Chi si riconosce nei valori della libertà, dell'uguaglianza, della diversità e della giustizia sociale si riconosce nei valori propri della costituzione repubblicana nata dalla resistenza.
Organizzazioni neofasciste come CasaPound e Forza Nuova sono invece, per loro natura, la negazione, il disconoscimento e la confutazione di quei valori che sono alla base del sistema democratico.

Se partiamo dunque da questi assunti viene allora da chiedersi perchè a queste organizzazioni, le istituzioni democratiche nei loro diversi ruoli di potere, anzichè opporsi continuano, in nome di un astratto concetto di democrazia, a concedere piazze, spazi e agibilità rischiando così di innestare una pericolosa spirale di violenza politica all'interno della quale non viene più fatta distinzione alcuna e che ricorda purtroppo, per chi come me c'era, un film già visto: quello degli anni settanta.

E il clima politico teso di questo ultimo periodo ne è un campanello d'allarme.

Ecco che allora, in nome dell'antifascismo, le bravate di alcuni individui o gruppi, come quelle registrate per esempio qualche giorno fa a Torino nel corso di una manifestazione, piuttosto che salvaguardare, non fanno altro che tradire proprio i valori di democrazia, libertà e tolleranza che sono i pilastri della nostra Costituzione.
L'antifascismo, anche quello militante, non può e non si deve porre fuori dal perimetro costituzionale. E questo va detto con nettezza, decisione e fermezza.

Fuori da questo perimetro intendono invece collocarsi le forze neofasciste che perseguono, intenzionalmente, questo obiettivo attraverso azioni e gesta violente, eclatanti, squadriste perchè il loro fine è e resta l'abbattimento dei principi e delle regole di convivenza democratica.
Quando il leader di Casa pound, Simone Di Stefano, dichiara da Napoli, non più tardi di 15 giorni fa,“quando andremo in parlamento faremo volare le sedie” o rivolto ai candidati al parlamento delle diverse formazioni politiche lancia strali minacciosi del tipo“mentre mangerete il tramezzino alla buvette una dozzina dei nostri ragazzi, uomini e donne di Casapound, verranno a prendervi per il cravattino” o ancora “noi siamo gli eredi del fascismo italiano” beh credo sia un'altro dei tanti segnali di come la riorganizzazione del disciolto partito fascista è in essere!!
Di fronte a questi fatti quello che mi stupisce e mi lascia perplesso è, come già detto, la continua sottovalutazione del fenomeno da parte di chi invece ha compiti e doveri di vigilanza sul rispetto della Costituzione e mi riferisco in primis ai giudici della Corte Costituzionale, così attenti a cavillare su ogni questione che viene loro sottoposta e sentenziare prosaicamente se e dove il dettame costituzionale è stato o meno violato, e non trovano invece il coraggio, di fronte a una conclamata evidenza di atti e dichiarazioni pubbliche di soggetti legati a formazioni che si ispirano al ventennio riproponendone, ai giorni nostri, quei contenuti e quei simboli, di pronunciarsi esplicitamente sulla violazione del titolo XII delle Disposizioni transitorie e finali della Costituzione, che recita “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”.
Mi stupisce anche che un Ministro della Repubblica come Marco Minniti, Ministro degli Interni, che avendo costruito la sua storia politica partendo dalle file del vecchio PCI e quindi avere nel proprio DNA una particolare sensibilità antifascista e un'attenzione ai pericolosi rigurgiti fascisti che derivano dall'operato di questi gruppi, dichiari in maniera quanto meno superficiale che “il fascismo in Italia è morto per sempre”.

I fatti e gli eventi, specie di questo ultimo periodo, ci dicono, purtroppo, che non è così!!
Ho l'impressione che nel ns. Paese, a qualsiasi livello, ci sia troppa indulgenza se non addirittura condiscendenza nei confronti dei fascisti del terzo millennio!!

Di più. Ho l'impressione che la nostra democrazia stia sottovalutando questi demagoghi e le radici delle loro posizioni.

In seguito non vorrei che diventasse troppo tardi per porvi rimedio e il successivo risveglio essere doloroso.
L'azione di queste forze organizzate con caratteri paramilitari che contestano radicalmente ed esplicitamente la democrazia, i suoi valori, le sue regole e su questa contestazione riescono a raccogliere consensi tra i cittadini fino a qualche tempo fa impensati, facendo leva proprio sul fatto che oggi il nostro sistema democratico, un po' più fragile rispetto al passato, fa più fatica a dare soluzioni ai molteplici problemi del vissuto quotidiano specie tra le classi meno abbienti, le quali covano quel senso di insofferenza e frustrazione che deriva dalla convinzione dell'essere messe ai margini della società, nelle scelte decisionali su questioni primarie come il lavoro, la casa, la sicurezza, la redistribuzione del reddito, il fenomeno migratorio tanto per citarne alcune, e quindi diventa più facile identificare nel sistema stesso il principale dei problemi.
La presenza di Casapound a questa tornata elettorale, a cui non è stato possibile porre impedimento perchè ahimè mai messa fuori legge, dicevo questa presenza alle elezioni non è affatto casuale ne contraddittoria: è fatta per farsi conoscere ancora di più, darsi una parvenza di forza democratica, veicolare il malcontento che c'è in alcuni strati della popolazione, raccogliere consensi e piazzare così un grimaldello per provare a insidiare proprio quelle regole portanti del sistema democratico che si intende abbattere.

Senza scandalizzarci, ma con razionalità, dobbiamo però anche dirci che, ahinoi, una fetta di cittadini, non so se consapevolmente o meno, non sempre sceglie per il meglio e anzi non considera i valori della democrazia come assolutamente necessari a una civile convivenza.
Del resto non scordiamoci che la salita al potere del partito fascista in Italia e di quello nazionalsocialista in Germania, pur in condizioni socio economiche sicuramente diverse da oggi, è avvenuta mettendo in discussione i sistemi vigenti attraverso un linguaggio aggressivo finalizzato alla costruzione del nemico interno e alla sua delegittimazione, attraverso le azioni violente di gruppi organizzati anche se minoritari nella società, per poi concludersi comunque attraverso il consenso elettorale.
Per tornare a noi, con onestà intellettuale, non possiamo però nasconderci che nella nostra società è in corso un processo di progressivo raffreddamento degli entusiasmi democratici, dove viene trascurata la necessità dei doveri che servono a dare prospettive di sviluppo alla propria vita e a quella della comunità nazionale.

Insomma sta venendo meno l'idea che i cittadini abbiano una propria specifica responsabilità nella costruzione e nel consolidamento della democrazia.

E su questo le forze democratiche e i partiti dovrebbero fare una profonda disamina sul ruolo che hanno avuto e sugli errori compiuti, condizione necessaria se si vuole invertire questa tendenza.

Insomma sta venendo meno l'idea che i cittadini abbiano una propria specifica responsabilità nella costruzione e nel consolidamento della democrazia.
E su questo le forze democratiche e i partiti dovrebbero fare una profonda disamina sul ruolo che hanno avuto e sugli errori compiuti, condizione necessaria se si vuole invertire questa tendenza.

La democrazia non può essere percepita come un'entità astratta. Essa è il prodotto di un insieme di abitudini, di forze, di relazioni, e nel momento in cui il contesto cambia la democrazia, in tutte le sue espressioni, ha l'obbligo e il dovere di reagire adattando le sue regole alla nuova realtà che si sta configurando.

In assenza di ciò la democrazia va verso un lento suicidio. Quando le idee di libertà e di giustizia attorno alle quali la democrazia si è costituita cominciano a diventare estranee lentamente viene persa la sua ragion d'essere.
Ecco perchè, pur nel nostro piccolo ruolo istituzionale, dobbiamo avere il coraggio di prendere una posizione chiara, contrastare con gli strumenti a nostra disposizione chi mette in discussione i principi democratici e di pacifica convivenza, dire un secco No a chi vuole il ritorno ad un passato sconfitto dalla storia.
Bene ha fatto il Presidente del Consiglio a presentare stasera questo OdG.

Lo condivido appieno perchè va proprio nella direzione che dicevo poc'anzi.

Allo stesso tempo mi auguro che su questo testo via sia la più ampia convergenza delle forze politiche rappresentate in questo Consiglio Comunale.

Sarebbe un segnale forte non solo per la nostra comunità.