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venerdì 25 novembre 2011

Futura di Novembre 2011

E' in distribuzione il numero di Futura, il foglio informativo di VIVERE Cernusco.

Qui è scaricabile in formato pdf.

I temi trattati in questo numero sono:

- POVERI COMUNI: i comuni costretti a vendere i loro patrimoni per pagare i debiti dello Stato centrale
- Avviata la procedura per vendere le licenze delle farmacie comunali
- Ecco tutte le novità per l’edilizia sociale e convenzionata
- Piano per il diritto allo studio
- Scuole, asili e nuovi uffici scolastici
- Cernusco centro della cultura in Martesana
- Aprirsi al mondo, nel segno della cooperazione

mercoledì 26 ottobre 2011

Vendita delle Farmacie Comunali, la posizione di VIVERE Cernusco nell'intervento di Fabio Colombo

Nel Consiglio Comunale di ieri, 25 ottobre, si è discusso della proposta da parte della Giunta di cedere le licenze per la gestione di 2 farmacie attualmente in capo all'azienda municipale Farma.Cer.

Ecco la posizione di VIVERE Cernusco illustrata in aula dal capogruppo Fabio Colombo:

Come tutti sappiamo è un momento difficile per l’economia e la finanza e l'argomento che tiene banco in tv, oltre ai balletti su nuovi o inaspettati sottosegretari, la fiducia al governo, l'appoggio o meno di Bossi alla manovra, è la crisi.
Lo vediamo in tv, lo sentiamo alla radio, lo leggiamo sulla stampa.
È altrettanto evidente come i provvedimenti del governo e la manovra finanziaria stiano colpendo sempre i soliti: lavoratori dipendenti e gli statali. In più, la stessa confindustria si lamenta quotidianamente con la linea del governo.
Tra i soggetti più tartassati dalla finanziaria vi sono i comuni che ottengono sempre meno trasferimenti (soldi) dallo stato centrale e che subiscono gli effetti del patto di stabilità (che si traduce molto semplicisticamente nel non poter usare i propri soldi, già accantonati, per pagare le opere pubbliche, alla faccia del tanto declamato ‘padroni a casa nostra’). Nel frattempo' però, le spese e i costi della politica che 'costa' come onorevoli e ministeri non cala...
È sotto gli occhi di tutti la protesta di sindaci, governatori, presidenti di provincia, etc, per gli effetti nefasti della manovra sugli enti locali.
Come tutti possiamo notare, questa amministrazione ha da sempre operato per dotare la città di quei servizi e di quelle opere utili e necessarie; dato che queste opere hanno un costo saremmo tutti portati a pensare che i un comune virtuosi come Cernusco, che quindi ha i soldi per finanziare le opere, possa spendere liberamente le risorse di cui dispone.
Al contrario di questo ragionamento logico, purtroppo, il patto di stabilità non ci consente di spendere liberamente i soldi che abbiamo accantonato per finanziare le opere pubbliche e siamo pertanto costretti ad identificare nuove entrate per pagare le fatture che potremmo invece tranquillamente pagare se non avessimo questo antipatico vincolo.
Semplificando, equivale a dire che al comune non mancano i soldi, abbiamo infatti degli ottimi bilanci; è solo che il Patto non ce li fa usare.
La nostra maggioranza ha pertanto 'scandagliato' capillarmente tutto il bilancio, valutando attentamente sia le entrate certe sia quelle meno certe ma con il risultato di non trovare le entrate sufficienti a pagare le fatture delle opere pubbliche con il rischio, pertanto, di bloccare i lavori già in corso.
Si è reso allora necessario identificare subito nuove forme di entrata, entrate non convenzionali, quali la vendita di pezzi del patrimonio del Comune: terreni, case, società.
È lo stesso ministero che, mentre vincola il nostro denaro, ci suggerisce di fare cassa vendendo anche i gioielli di famiglia. Risottolineo l'urgenza di agire subito visto che la manovra con l'irrigidimento dei vincoli del Patto è di agosto 2011 e che il bilancio 2012 dobbiamo stenderlo ora, in questi giorni.
L’ipotesi di vendere terreni o case non è, per diversi motivi, percorribile perche’ da un lato non consentirebbe di trovare i soldi che lo stato ci impone di trovare o dall’altro creerebbe un impatto troppo violento, ammesso di trovare compratori, sul territorio e sulla qualità della vita di Cernusco.
La vendita della licenze della Farmacer è stato, pertanto, l'unico intervento possibile che potesse garantire il raggiungimento del'obiettivo, essendo l'intervento che ci consentirà di trovare le risorse, generando i minori impatti sulla città.
Anzitutto vendere le licenze non significa chiudere le farmacie; le farmacie resteranno aperte e avranno solo un cambio di proprietà, dando continuità ad un ottimo servizio per la città.
Per quanto riguarda i lavoratori, ci siamo assicurati che vi siano tutele nel passaggio di proprietà affinchè non si producano degli spiacevoli effetti sulle famiglie dei dipendenti coinvolti e, a tal fine, abbiamo incluso nella delibera di precisi indirizzi in quest'ottica.
Credetemi, non è stato facile giungere questa decisione e nell'ambito del dibattito di maggioranza abbiamo avuto anche dei momenti di contronto molto franchi, sempre in un clima di rispetto e collaborazione, nella ricerca delle alternative possibili a questa scelta.
Tuttavia di fronte all’ 'obbligo' di reperire nuovi fondi impostaci dalla finanziaria siamo addivenuti, tutti concordi, a questa decisione.
Non ci fossero stati i vincoli appena descritti, oggi non staremmo parlando della vendita delle licenze di farmacer.
Badate bene non si tratta di nasconderci dietro i cattivi di turno, cioè il governo; è la cruda (e antipatica) realtà dei vincoli e dei ‘numeri’ di bilancio che dobbiamo assicurare per non bloccare i lavori della città.
Se al nostro posto ci fosse una maggioranza di altro schieramento politico, si troverebbe a fare i conti, esattamente, con lo stesso problema.
Le farmacie comunali hanno svolto e svolgono un servizio importante per la città e lo assolvono egregiamente; ringrazio pertanto, come consigliere e come cittadino, i lavoratori Farmacer per la cortesia e la professionalità dimostrate e faccio loro i migliori auguri affinchè trovino, come da noi richiesto in delibera, condizioni lavorative idonee anche con la nuova proprietà.
Ringrazio il Consiglio di Amministrazione di Farmacer per quanto fatto in questi anni.
Al suo insediamento ha ereditato una società con ingenti perdite derivanti dalle passate gestioni; con serietà, passione, competenza ed impegno ha lavorato fino a generare, ai giorni di oggi, un piccolo utile di esercizio.
I componenti del CdA avevano una difficile sfida e l'hanno ottimamente superata.
Per concludere, la delibera della vendita delle licenze della farmacer è il classico esempio di come i comuni virtuosi, come il nostro, subiscono stretti e rigidi vincoli di spesa, pur avendo i soldi per pagarsi le opere di cui la città ha bisogno.
Parlando di Cernusco, tutte le opere fatte da questa amministrazione hanno rispettato i tempi ed i costi di progetto, senza ritardi ne sprechi di denaro pubblico (a parte solo la ristrutturazione del centro ex Cariplo, in ritardo per motivi non dipendenti dalla volontà dell’amministrazione); un piccolo record in un quadro di opere ed interventi che, generalmente in Italia, partono in ritardo e non si sa quando finiscono.
Per ottenere questi risultati di buona gestione comunale ci vogliono serietà ed impegno; il risultato netto è che lo stato centrale anzichè premiare questi comportamenti, rende quasi impossibile governare ponendo vincoli assurdi alle risorse dei comuni e suggerisce di vendere il patrimonio per ripianare un debito che si genera, spesso, nello stesso stato centrale.
Oltre il danno, la beffa ma l'Italia, ahimè, è anche questa.


Fabio Colombo
capogruppo di Vivere Cernusco

Alla votazione voto favorevole di PD-VIVERE Cernusco e RC, astenuto Gargantini e contrari PDL e Lega Nord

venerdì 14 ottobre 2011

In commissione Bilancio Sindaco ed assessore annunciano la vendita della Farma.Cer.

Essere obbligati ad inventarsi nuove entrate per poter spendere somme già disponibili e destinate al completamento delle opere pubbliche cittadine. Questa la paradossale situazione in cui si trova il Comune di Cernusco sul Naviglio, così come altri Comuni italiani, a causa dei limiti imposti dal Patto di Stabilità, che costringe Villa Greppi a vendere le licenze delle farmacie comunali gestite alla Società partecipata Farma.Cer. La proposta, che dovrà essere approvata dal Consiglio Comunale, è stata annunciata dal Sindaco e dall’Assessore alle Aziende Partecipate, Emanuele Vendramini, nel corso dell’ultima seduta della Commissione Bilancio ed Affari istituzionale che si è tenuta lo scorso mercoledì. Alla seduta è intervenuto anche il Presidente di Farma.Cer., Primiano Di Paolo, che ha presentato i dati del bilancio 2010 della partecipata comunale.
Questa sera, invece, Comincini e Vendramini hanno voluto incontrare i dipendenti delle farmacie per spiegare loro le ragioni di questa scelta. Le somme ricavate dalla vendita, stimate in 5 milioni di euro, saranno iscritte in bilancio sotto la voce “entrate” e permetteranno così di spendere quelle, già disponibili e allocate presso la tesoreria della Banca d’Italia, per portare a termine tra l’altro, l’edificio ex Cariplo, le tribune dell’impianto sportivo di via Buonarroti, l’ex Filanda e le case comunali di via Pietro da Cernusco.
“Ancora una volta - spiega Comincini – “ci troviamo a fare i conti con delle norme assurde che hanno come unica conseguenza quella di mettere in difficoltà Comuni virtuosi come Cernusco sul Naviglio. A causa di questa situazione straordinaria, creata dagli ultimi ed ingiusti limiti inseriti nelle manovre finanziarie che il Governo ha elaborato tra luglio e agosto scorsi, siamo costretti a privarci delle farmacie comunali. Solo così - prosegue il Primo cittadino - il flusso di cassa che si potrebbe generare dalla cessione consentirebbe da un lato di sbloccare i pagamenti delle aziende che stanno svolgendo i lavori e dall’altro, grazie all’entrata straordinaria, di appostare fondi per la realizzazione del primo lotto del nuovo polo scolastico ad est della città senza aggravare i bilanci dei prossimi esercizi”.
Il Sindaco non ha tralasciato gli aspetti legati al personale che lavora attualmente in Farma.Cer.: “La proposta che presenteremo al Consiglio Comunale indicherà anche le linee di indirizzo da seguire per la più ampia tutelare degli attuali dipendenti delle farmacie,” precisa Comincini.
L’Assessore Vendramini, invece, sottolinea come per i cittadini, di fatto, con cambierà nulla: “Con la vendita delle licenze a cambiare sarà solo la proprietà delle farmacie e i cernuschesi potranno continuare ad usufruire dei servizi offerti così come fanno oggi. Negli ultimi 4 anni il Consiglio di Amministrazione e il management di Farma.cer – prosegue l’Assessore - hanno risollevato una situazione di deficit e risanato la società. Non solo. In questi anni le farmacie comunali hanno avuto una sempre maggiore attenzione verso gli utenti, con l’apertura domenicale e le agevolazioni per l’acquisto di alcuni farmaci”.
Sul tema interviene anche l’Assessore al Bilancio Maurizio Rosci: “Siamo di fronte ad una decisione obbligata scaturita per l’ennesima volta dal macigno del Patto di Stabilità che costringe i Comuni a non spendere i soldi che hanno a disposizione. La vendita delle licenze della farmacie – prosegue Rosci – “consentirà di avere nuovi flussi finanziari che serviranno a sbloccare parte dei soldi giacenti per opere in corso e costituire il nuovo impegno finanziario per la costruzione della nuova scuola. La vendita – spiega l’Assessore al Bilancio - riguarderà solo le licenze e non gli immobili in cui sono ospitate oggi le farmacie. Questi, infatti, rimarranno di proprietà comunale e produrranno nuovi introiti da destinare a scuole e servizi sociali.”

(comunicato stampa del comune)

giovedì 19 maggio 2011

24 maggio: riparte il bilancio partecipato

Con un’assemblea pubblica, in programma per il 24 maggio (ore 20.30, sala consiliare del Municipio), preceduta dalla distribuzione in questi giorni, di un supplemento al periodico comunale dedicato al bilancio di previsione 2011, si apre la terza edizione del Bilancio Partecipato a Cernusco sul Naviglio.

Rispetto a quelle passate, l’edizione 2011 compie un passo ulteriore nel percorso della partecipazione civica: il Sindaco, Eugenio Comincini e l’Assessore al Bilancio e Lavori Pubblici esporranno le scelte di bilancio operate dal Comune per il 2011 e raccoglieranno le proposte che i cittadini vorranno fare in merito a progetti o opere da eseguire.

Le proposte saranno valutate alla luce dei programmi e delle disponibilità finanziarie comunali, in base alle quali anche Villa Greppi formulerà le proprie proposte. Il tutto sarà infine sottoposto, in autunno, alla scelta dei cittadini con le modalità già utilizzate lo scorso anno.

Fra le opere poste in ordine di priorità dalla votazione del 2010 (leggi qui gli articoli di Fuori dal Comune), la prima in graduatoria (i parcheggi in via Boccaccio) è già stata realizzata. Terminata anche la pavimentazione del ponte di viale Assunta (cantiere anticipato per non sovrapporlo con i lavori in piazza Risorgimento previsti in estate) mentre nel supplemento in distribuzione si può vedere una tavola di progetto dell’area giochi in piazza Gavazzi, la cui realizzazione (deliberata dalla Giunta il 4 maggio scorso) sarà ultimata entro l’estate.http://www.blogger.com/img/blank.gif

Fonte: Fuori dal Comune

mercoledì 12 gennaio 2011

I risultati del Bilancio Partecipato

Durante il Consiglio comunale del 21 dicembre 2010, nel corso del quale è stato approvato il bilancio per l’anno 2011, il consigliere delegato al bilancio partecipato, Ermes Severgnini ha presentato i risultati del primo esperimento di bilancio partecipato svolto nella nostra città.

Si è trattato di scegliere direttamente la destinazione di 85.000 euro del bilancio comunale. Pur trattandosi di una cifra ancora molto ridotta si deve riconoscere all’attuale amministrazione il merito di aver intrapreso un percorso mai tentato prima.

Sono pervenute 233 schede, un buon numero se paragonato a quelle raccolte dagli altri comuni che hanno effettuato lo stesso esperimento. L’opera più votata è la realizzazione di nuovi parcheggi lungo via Boccaccio (105 preferenze), seguita dalla nuova fontanella di piazza Matteotti (99 voti) e dalla realizzazione di nuovi giochi per bambini sull’ex campo da bocce di piazza Gavazzi (97 voti). Chiudono la classifica l’illuminazione a risparmio energetico di via Toti-via Filzi (76 preferenze) e la nuova pavimentazione in porfido del ponte sul Naviglio di via IV novembre (56 voti).

I dati completi sono disponibili sul blog di Eugenio Comincini

giovedì 28 ottobre 2010

Decidiamo insieme quali sono gli interventi prioritari per Cernusco sul Naviglio

L'amministrazione di Cernusco si era presa un impegno: coinvolgere il più possibile gli abitanti anche sulla destinazione delle risorse economiche. Ora, per la prima volta, si può sperimentare veramente una consultazione popolare per destinare una piccola quota del bilancio comunale.
Dopo che negli anni passati si sono organizzate sedute pubbliche e un'apposita pubblicazione per informare rispetto al bilancio, dal 15 ottobre al 30 novembre 2010 si potrà entrare nel merito delle scelte. Compilando la scheda che potete scaricare qui (e troverete sull'ultimo numero di Fuori dal Comune) si potrà esprimere una preferenza rispetto alla destinazione di 85.000 euro scegliendo tra la realizzazione di opere viabilistiche e non solo.

Nella mappa trovate i punti interessati dall'iniziativa.

Visualizza Bilancio partecipato in una mappa di dimensioni maggiori

Si tratta in assoluto del primo esperimento di partecipazione popolare a Cernusco alla scrittura del Bilancio. Per partecipare basterà compilare la scheda en imbucarla prima del 30 novembre nell'apposita urna allestista presso l'URP di piazza Unità d'Italia.

venerdì 1 ottobre 2010

Rimborsi ICI: il Governo non trasferisce a Cernusco 250.000 euro

Tra le deliberazioni approvate dal Consiglio Comunale nella seduta del 28 settembre, si deve registrare l’entrata di 602.000 euro a titolo di rimborso da parte dello Stato per l’ICI sulla prima casa non incassata dal Comune, per effetto della parziale abolizione di questa imposta da parte del Governo.

L’Assessore ai Lavori Pubblici e Bilancio, Maurizio Rosci non è però soddisfatto: “Ne mancano ancora 250.000, che il Governo non ci ha ancora liquidato”, precisa – “ma il problema vero e più drammatico si presenterà per gli esercizi dal 2011 in poi”.

L’abolizione dell’ICI sulla prima casa, combinata ai continui tagli operati dalla Finanziaria e alle norme sul patto di stabilità sempre più strette, rappresenta per Rosci una formula letale per le casse comunali: “Mancano all’appello 2.400.000 euro per il 2011 e dal prossimo anno in poi non potremo più contare progressivamente sull’ICI che incassavamo sulle aree edificabili, dal momento che su quelle aree saranno edificati degli immobili che in molti casi diventeranno “prima casa”, non soggetta all’imposta comunale.”
E l’ICI è l’imposta che consente ai Comuni di finanziare i servizi per i cittadini.
“Più abitazioni significano più residenti”, conclude Rosci – “ai quali saremo costretti a dire che le spese per i servizi dovranno essere pesantemente ridimensionate, a causa di una politica finanziaria governativa verso gli enti locali che non abbiamo mai condiviso e alla quale continuiamo ad opporci.”

martedì 21 settembre 2010

I tagli della Finanziaria ai comuni visti dal segretario generale dell'ANCI

In questi giorni tutte le amministrazioni comunali sono alle prese con la definizione del Bilancio 2011. I timori che si paventavano prima dell'estate al momento dell'approvazione della Finanziaria si stanno tramutando in numeri e tagli obbligati. Riportiamo alcuni passaggi di un articolo di Repubblica che ha intervistato il segretario generale dell'ANCI, l'associazione nazionale comuni italiani.

Gli 8.094 municipi del Bel Paese piangono miseria e temono il peggio. "L'annus horribilis sarà il 2011", pronostica il segretario generale dell'Anci, Angelo Rughetti. Ha fatto i calcoli e c'è poco da stare allegri: "Nel 2010 lo Stato ha trasferito ai Comuni 15 miliardi di euro. Nel 2011 saranno 13,5 e nel 2012 scenderemo a 12". Tre miliardi in meno in due anni, una bella mazzata. Una media di 370 mila euro in meno a municipio che sono tanti se si considera che solo 150 comuni in Italia hanno più di 50 mila abitanti e tutti gli altri sono di dimensioni molto ridotte. Il taglio avrà conseguenze gravi anche perché per risalire la china non vale fare cassa con l'aumento delle tasse: la Finanziaria 2010 impedisce ai sindaci di aumentare l'Irpef o modificare le aliquote di tributi come l'Ici o la Cosap. Stilare un bilancio è diventato un esercizio da giocolieri: senza un braccio, senza la gamba sinistra, senza la destra, sempre più difficile. "Con questi vincoli - dice Rughetti - l'unica strada per far cassa è quella di aumentare i prezzi dei servizi a domanda individuale". Cioè far lievitare il costo delle mense scolastiche, dei trasporti pubblici, degli asili nido: "In sostanza - spiega il segretario generale - tutti quei servizi che spesso, in quanto pubblici, sono quelli più richiesti dai cittadini meno abbienti".

"La finanziaria - osserva Rughetti - prevede per il 2011 un taglio dell'80 per cento sulle spese dei comuni per il settore". Questo significa dare un ruolo sempre maggiore alle fondazioni bancarie e a tutti quei privati che già oggi investono in cultura. "Ma non sempre - fanno notare all'Anci - un territorio dispone di enti e associazioni private in grado di sopperire ai tagli annunciati".