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lunedì 4 novembre 2013

Legalità è responsabilità, e ci riguarda tutti (di Fabio Colombo)

Riprende la buona consuetudine, inaugurata con il primo mandato della nostra Amministrazione (PD-Vivere Cernusco-Sinistra per Cernusco), di proporre alla città un percorso sulla legalità organizzato in collaborazione con singoli e associazioni. Il nuovo ciclo di iniziative è cominciato venerdì 11 ottobre con la presentazione del libro “La democrazia dei corrotti” di Walter Mapelli (sostituto procuratore di Monza) e Gianni Santucci (giornalista de Il Corriere della Sera). Gli autori hanno raccontato cosa li ha spinti a scrivere il libro, la convinzione che, a 20 anni da “Mani pulite”, la corruzione sia tuttora viva e vegeta, un fenomeno finanziariamente ben più imponente rispetto a quanto indagato dai giudici del pool di Milano negli anni ‘90.

Al termine, grazie alla collaborazione e sponsorizzazione del Comitato Soci Coop Vignate, si è gustato un “aperitivo della legalità” con i prodotti di Libera, provenienti dalle terre confiscate alla criminalità organizzata. Ho deciso di proporre questo evento all’assessore Zecchini, contattando personalmente gli autori e collaborando attivamente con gli uffici per organizzarlo, perchè penso che, oltre alla Giunta, anche il Consiglio Comunale ed il suo Presidente (ruolo che oggi ricopro) debbano promuovere iniziative di questo respiro, su una tematica come la legalità, trasversale e cruciale, non di parte e, soprattutto, che riguarda tutti i cittadini, a tutti i livelli e a tutte le età. Il percorso continuerà con altri eventi organizzati dall’amministrazione con le associazioni cittadine che aderiranno. Si valuterà con i dirigenti scolastici anche la possibilità di proporre qualcosa di specifico per le scuole.


La legalità, essendo “rispetto e pratica delle leggi”, è chiaramente una responsabilità di tutti, uno stile di vita retto e non indulgente verso chi infrange le regole o si comporta da ‘furbetto’ danneggiando il resto della comunità. Ad un cattivo esempio corrisponde, a volte, una ricaduta su chi lo nota che, a sua volta, può essere invogliato a seguire quel modus operandi. Se poi chi guarda all’esempio sono i giovani, ecco che la semina cattiva può attecchire e condizionarne negativamente la crescita. Ancor più grave è il danno quando l’esempio (cattivo) viene dall’alto, da chi ci governa, da chi ci rappresenta in parlamento, da chi ha ruoli di alto livello nelle aziende e qui gli esempi di nonlegalità purtroppo si sprecano.

C’è quindi necessità di far crescere una cultura di segno opposto, di portare all’evidenza gli esempi positivi, di far sì che i giovani entrino in contatto con chi invece ha fatto o fa della legalità un cardine della propria esistenza. Ecco il perché di questo incontro, di questo percorso. Se la cultura della legalità fosse stata ben più pervasiva in Italia, forse il nostro Paese non avrebbe visto il martirio dei giudici Falcone e Borsellino, e di tanti altri, magistrati, giornalisti, politici, sacerdoti, in prima linea contro le mafie.

Vorrei concludere prendendo a prestito alcune parole importanti sulla legalità:
•Rispetto e pratica delle leggi - «Legalità è il rispetto e la pratica delle leggi. È un’esigenza fondamentale della vita sociale per promuovere il pieno sviluppo della persona umana e la costruzione del bene comune». (da un documento del 1991 della Chiesa italiana)
•Educazione - «La mafia teme la scuola più della giustizia. L’istruzione taglia l’erba sotto i piedi della cultura mafiosa» (Nino Caponnetto)
•Giustizia sociale - «Non può esserci legalità senza uguaglianza! Le mafie e ciò che le alimenta - l’illegalità, la corruzione, gli abusi di potere - si sconfiggono solo costruendo una società più giusta» (don Luigi Ciotti)
•Responsabilità e speranza - «Legalità è responsabilità, anzi corresponsabilità. Legalità è speranza. E la speranza si chiama “noi”. La speranza è avere più coraggio. Il coraggio a cui siamo tutti chiamati: quello di rispondere alla propria coscienza » (don Luigi Ciotti)

Fabio Colombo - Presidente del Consiglio Comunale

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