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martedì 26 febbraio 2013

Chiariamo e documentiamo l'interrogazione sulla presenza di motociclisti nel Parco Est delle Cave

Su Cernusco In Folio si settimana scorso è apparso un articolo dove un motociclista adduce delle spiegazioni rispetto alla presenza di centauri nel Fontanone, nel Parco Est delle Cave. VIVERE Cernusco aveva presentato in consiglio comunale un'interrogazione al sindaco per sollecitare una presa di posizione a favore della tutela dell'ambiente e della sicurezza dei cittadini. Qui trovate il testo completo.
Anche il WWF di Cernusco sostiene l'interrogazione di VIVERE. cernusco
Nell'articolo (qui in integrale) si legge:
Abbiamo dovuto subire tutte le più pesanti restrizioni per praticare il nostro sport, l’enduro, non il motocross che è illegale fare al di fuori dei crossodromi. Ora, come se non bastasse, anche divieti posti a minare il godimento del nostro territorio sempre attuato nel rispetto di tutti. (...) Quindi vi pregherei di portare in consiglio comunale problemi cittadini ben più grandi, come il pronto soccorso dell’ospedale, la mancanza di infrastrutture per gli anziani, la costruzione di scuole private che poi costringono il Comune a vendere le farmacie comunali...
Chiarendo che non un euro pubblico è stato speso per la costruzione di strutture scolastiche private, rispondiamo nel merito al lettore, documentando con foto la presenza dei motociclisti e i danni al Parco.

Caro Andrea, ci fa piacere la tua sensibilità ambientale, ma l'atteggiamento dei tuoi compagni di sport, molti dei quali non Cernuschesi, è ben diverso dal tuo, infatti, non rallentano mai quando incrociano le persone sulle stradine né le salutano.

Inoltre, non incolpare la società di mountaine-bike per il taglio delle piante, perchè abbiamo visto e fotografato lo scempio perpetrato nella zona cava Olmo e fontanone da parte dei motociclisti. Anche tu
puoi accertarti di quanto diciamo andando sul posto ad osservare le tracce dei pneumatici sul terreno.
Ti invitiamo a metterti in contatto con noi per prendere visione delle fotografie e per renderti conto che non tutti si comportano bene come te.
Ti vogliamo ancora segnalare che tutto intorno al bosco del Fontanone le moto non dovrebbero entrare: infatti ci sono i cartelli che lo vietano ma, sistematicamente, molti disattendono la norma.
Siamo d'accordo con te nel sostenere che la problematica del deturpamento ambientale non dipende solo dai bikers irrispettosi ma da tanti altri fattori discariche, orti abusivi, Cernusco non si fa mancare niente.
Certo è che oltre alla difesa dell'ambiente ci dobbiamo impegnare anche per risolvere tante altre questioni cruciali, per noi non meno importanti dell'aria che respiriamo, dell'acqua che beviamo, del cibo del quale ci nutriamo...
Forse per te sono inezie, ma sai che alcuni proprietari di cani di grossa taglia, per farli divertire non esitano a lanciare bastoni e sassi nei prati con l'erba alta? Se sei un vero contadino dovresti conoscere le
conseguenze di questi comportamenti:rottura delle macchine agricole e difficoltà nel tagliare l'erba.
Torniamo all'importanza anche dei nostri più semplici comportamenti: se tutti noi, nel nostro vivere quotidiano pensassimo a noi quanto agli altri, già saremmo sulla buona strada e daremmo il nostro piccolo contributo che unito a quello altrui inciderebbe sicuramente su tutti i guai della
nostra comunità.
In conclusione, prova a guardare le foto che sono più eloquenti delle parole.
Tutta questa documentazione è già stata inviata al Sindaco e all'assessore all'ecologia Zacchetti, e speriamo che alcune testimonianze vengano pubblicate sul Folio.

VIVERE CERNUSCO






2 commenti:

Anonimo ha detto...

le foto dei cerchi sulla neve parlano da sole,qualche de.....nte ha pensato di fare giotto nella neve ma le pecore nere ci sono anche nelle migliori famiglie,a parte questo deplorevole episodio vorrei spezzare una lancia in favore di questi motococlisti precisando che nel "parco delle allodole" é una società di mountain bike per altro NON DI CERNUSCO che gira nel bosco arrivando propio dal fontanone se poi sia la stessa a tagliare gli alberi non ne ho idea ma sono sicuro che non sono i motoclisti ho visto fascine di legna e ciocchetti tagliati a misura di camino lo scorso anno......mentre quel che riguarda l'olmo anche li ho visto con i miei occhi macchine con il baule aperto con personaggi che tranquillamente asportano legna a tocchetti anche qui i motoclisti brutti sporchi e cattivi non centrano granchè,toglietemi una curiosità se durante una passeggiata nel parco delle allodole oppure in zona fontanone si stacca un ramo e mi cade in testa chi risponde?mi sembra piuttosto a corto di manutenzione e in luogo dove passano delle persone magari una messa in sicurezza non ci starebbe male.......

Vincenzo Liburdi ha detto...

Può diventare difficile replicare quando delle opinioni divergono così tanto da ciò che si reputa "giusto" e "naturale", seppur soggettivamente. E' in qualche modo spiazzante e per questo finisce con l'inibire un corretto ragionamento di risposta.
Ci provo:
innanzitutto noto la difficoltà nel concepire l'idea di "bosco", inteso per quello che è, ovvero uno spazio con molti alberi, che crescono magari in modo incontrollato (!), che possano essere rifugio per uccelli e anche piccoli mammiferi, nonché luogo di svago per gli uomini. Quando questo non si trova oltre i 2000 metri o comunque molto lontano da noi.
Poi c'è il concetto di "svago" che forse merita due parole in più. Non necessariamente a questo deve essere associato il "fare" qualcosa, svago può essere anche una sola passeggiata, una semplice pausa dagli impegni a cui siamo costretti e da altri che ci andiamo a cercare, un luogo di silenzio in cui gli unici rumori siano gli uccelli che cinguettano.
Invece un'area miracolosamente sottratta alla speculazione edilizia viene immediatamente vista come "palestra" per questo o quello sport.
Mi dispiace per Andrea, il contadino-motociclista, ma l'impatto dell' enduro su un bosco non è lo stesso di un birdwatcher, per non parlare dell'impossibile paragone con chi pratica sport in un luogo delimitato.
Non è mio interesse assurgere ad avvocato difensore del calcio, del tennis o del basket, ma di sicuro il loro impatto sull'ambiente, in termini di disturbo acustico e sullo strato superiore del terreno, non trova paragoni con l'enduro.
In ballo c'è la nostra capacità di convivere con un, seppur piccolissimo, bosco dietro casa nostra.
Ingabbiati come siamo negli schemi mentali che escludono ambienti naturali dalle grandi città e loro hinterland, non riusciamo a convivere con un pezzo di suolo che sfugge alle categorizzazioni urbane, solo perché non antropizzato a colpi di cemento.
Potrei spendere parecchie parole su quanto il frastuono causato dall'enduro faccia allontanare gli uccelli da un potenziale sito di nidificazione, ma forse è troppo "ambientalista" come tema.
Vorrei anche rispondere ad "Anonimo" che si preoccupa che un ramo gli cada in testa. Se entri in un bosco, guardati intorno e prova a relazionarti con l'ambiente, come se tra te e gli alberi non ci fossero intermediari, accettandone anche i rischi. Come tentativo, magari ti piace.
In ultimo: un giretto in Paesi come Gran Bretagna o Germania ogni tanto farebbe bene, non solo per "affari", lì la temibile" natura entra anche negli spazi urbani, senza il terrore e anzi, con molto rispetto, da parte di tutti.

Cordialmente
Vincenzo
vincelibur@gmail.com